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venerdì 18 dicembre 2015

EarthRise - Dalla Luna alla Terra!

Quasi cinquanta anni fa venne catturata forse la più iconica foto di questo evento, il sorgere del nostro pianeta azzurro dall'orizzonte lunare. Lo scatto, raggiungibile qui, venne ripreso il 24 Dicembre 1968 durante la missione Apollo 8 (la prima con equipaggio umano a circumnavigare la Luna) e testimoniava in modo inequivocabile la bellezza del nostro pianeta. Andando un po' più indietro nel tempo, la prima foto in assoluto venne scattata dalla sonda automatica Lunar Orbiter 1, nel 1966, e potete trovarla qui.


In questa ultima foto, appena rilasciata dalla NASA, e scattata lo scorso 12 Ottobre, possiamo ammirare senza fatica una delle meraviglie del cosmo: la nostra Terra sorgere dall'orizzonte lunare!
Naturalmente questa risoluzione non rende giustizia, quindi se vi recate a questo link, potrete apprezzarla (e scaricarla) in tutta la sua originale maestosità.

In primissimo e primo piano naturalmente abbiamo la nostra Luna, una vista che ci accompagna giorno dopo giorno per noi terrestri. Ma certamente questa angolazione è stata visibile solo agli astronauti, oppure alla sonda LRO - Lunar Reconaissance Orbiter, che dal 2009 continua a fornirci preziosissimi dati ed informazioni riguardo il nostro satellite naturale, oltre ad una miriade di foto.

In basso troviamo il cratere Compton, poco visibile dal nostro pianeta in quanto profondamente dentro quella che si definisce 'zona delle librazioni' (vedi nota in fondo), appartenente al lato lontano della Luna. Il cratere ha un diametro generoso, di circa 160 km) e possiede, come visibile dall'immagine, un complesso picco centrale, circondato da sistemi di rimae e di una zona concentrica formata da piccole colline.La sua esatta profondità non è nota, ma viene stimata nei dintorni dei 3 km; l'intero fondo è stato riempito dalla lava, che gli ha fornito una colorazione più scura rispetto ai suoi bordi, costellati di scarpate e terrazzamenti.

In alto, troviamo il nostro pianeta, con il continente africano in totale evidenza con la zona desertica del Sahara, del Sahel e della sottostante savana. E' visibile anche la penisola arabica sulla destra, mentre oltre l'Oceano Atlantico al centro troviamo l'America meridionale. Verso nord invece, ecco il Mare Nostrum, il Mediterraneo, e la nostra Italia, parzialmente immersa nelle nubi come il resto del continente europeo.


Ma come è stato possibile realizzare questa favolosa immagine? La composizione allegata qui sopra ci da una risposta.

La sonda LRO si trovava a circa 130 km di altezza sul cratere Compton, come illustrato, ed è stata ruotata di 67 gradi (in questa occasione) per avere una visuale completa del nostro pianeta. Inoltre, il tutto è stato pianificato per massimizzare la presenza dell'orizzonte lunare nell'inquadratura dello strumento LROC's Narrow Angle Camera. Il tutto mentre la sonda viaggiava a circa 5700 km/h rispetto alla superficie lunare sottostante!

Quindi, si sono dovute integrare le riprese dello strumento Narrow Angle Camera (NAC), che scatta fotografie in alta risoluzione ma in toni di grigio (per una resa migliore dei dettagli) insieme alle informazioni sul colore della Terra acquisite dalla Wide Angle Camera (WAC). Quindi il primo provvede alla risoluzione, e il secondo al colore.
Il successivo problema da affrontare è stato avere sufficienti immagini della Terra per formare una vista con adeguata risoluzione, cosa che è stata risolta appunto in fase di acquisizione degli scatti (maggiori informazioni qui, in inglese). Il tutto per creare questa vista, reale, di due mondi così vicini e familiari tra loro.

Buone Osservazioni a Tutti! 
G. Petricca

Nota. La librazione è un movimento oscillante della Luna rispetto alla Terra, che ci permette di vedere qualche punto percentuale in più della sua superficie, arrivando come scritto, intorno al 59% del totale.
Questo fenomeno è causato dall’eccentricità orbitale della Luna, ovvero dal fatto che la sua orbita non è perfettamente circolare, ma in realtà ellittica. Quindi si muove più velocemente quando è vicina alla Terra (perigeo) e più lentamente quando è lontana (apogeo): il risultato è che solo il 41% della superficie è sempre visibile, e il 41% rimane sempre nascosto. Un 18% comprende la cosiddetta zona delle librazioni dove in differenti lunazioni possiamo vedere differenti oggetti sul suolo lunare.

giovedì 17 settembre 2015

Gli Orizzonti di Plutone

Non occorre essere degli scienziati per non rimanere letteralmente a bocca aperta di fronte alle nuove immagini che la sonda New Horizons ci ha inviato nei giorni scorsi. Anche per il sottoscritto rimane difficile descriverle, quindi lascerò parlare per me una delle più impressionanti. (Tutte le immagini sono © NASA/JHUAPL/SwRI).


Questa foto mozzafiato è stata ripresa solo quindici minuti dopo il momento di massimo avvicinamento della sonda al pianeta nano, e mostra immense valli ghiacciate, circondate da alte catene montuose, il tutto immerso in un panorama che rimanda ad un gelo polare. Che in realtà viene facilmente superato, data la temperatura media superficiale del corpo celeste di -228°C.

I monti più in evidenza hanno una elevazione massima di circa 3500 metri, denominati non ufficialmente Norgay Mountains, mentre sulla destra abbiamo una buona visibilità della Sputnik Planum. Sopra queste caratteristiche, che si estendono su questo panorama di circa 1200 km, possiamo apprezzare l'estesa atmosfera del pianeta nano, illuminata da un tenue Sole al tramonto.


In questa seconda immagine i dettagli sopra elencati sono ancora più in evidenza, a partire dagli strati atmosferici della fredda atmosfera composta principalmente di metano, azoto e monossido di carbonio. Inoltre, il contrasto tra catene montuose e vallate è ancora più marcato, con l'ombra proiettata dalle cime su strati di nebbia a basse quote. La cosa che rende queste immagini così spettacolari è il loro basso angolo di ripresa, che ricorda le inquadrature che possiamo vedere ogni giorno dalla Stazione Spaziale Internazionale, oppure alcune viste della Luna dalla sonda Lunar Reconaissance Orbiter.

Ma queste immagini, oltre alla loro bellezza, che informazioni ci forniscono su questo remoto corpo celeste del nostro Sistema Solare?
Gli scienziati, e il mondo intero in generale, sono rimasti affascinati da queste viste di Plutone, che mostrano una attività atmosferica cangiante, probabilmente giorno dopo giorno (l'indizio principale sono proprio le nebbie di bassa quota prima citate), insieme ad una estesa attività geologica. Sono stati infatti rilevati cambiamenti assimilabili al ciclo idrologico che abbiamo qui sulla Terra, solo che al posto del nostro ghiaccio d'acqua abbiamo ghiacci esotici, di azoto o altri elementi. E questo rende il tutto più 'alieno' e forse, più affascinante.


Un esempio chiaro di questo è proprio la Sputnik Planum, dove sembra che questo ciclo glaciale basato sull'azoto, abbia agito in modo molto evidente, scavando canaloni e vallate glaciali, come quelle che possiamo vedere nel mezzo delle nostre Alpi, a pochissima distanza da casa nostra.

C'è ancora molto da studiare, e interi gigabyte di dati ancora da scaricare (ricordo che si avranno a disposizione tutte le riprese e le analisi ora su New Horizons solo tra un'anno), e se queste immagini ci hanno sorpreso, chissà cosa potremo aspettarci dalle prossime in arrivo.

Per concludere con una citazione di un noto film degli anni '90: "Benvenuti nel Nuovo Mondo!".
G. Petricca

sabato 8 novembre 2014

La Luna in Congiunzione con le Iadi

La Luna è sorta nell'ultima mezz'ora dagli orizzonti orientali del nostro paese, e si trova già in una posizione molto suggestiva, ovvero quasi nel mezzo dell'ammasso aperto delle Iadi, occultando alcune stelle dell'ammasso stesso. Pian piano, con il passare delle ore, il nostro satellite si sposterà arrivando ad una distanza minima dalla stella principale della costellazione del Toro, Aldebaran, per poi 'sorpassarla' e spostarsi sulla sinistra dell'asterismo nel corso della notte.


Nell'immagine qui sopra (© Stellarium) possiamo vedere la situazione intorno alle 20:30 di questa sera. La Luna sarà piena al 95% circa, e quindi la sua luce (quasi come paradosso) oscurerà quella delle stelle più deboli presenti nei suoi immediati dintorni. Sarà una sfida riuscire ad osservare l'ammasso delle Iadi.

A proposito dello stesso, spendiamo qualche parola per illustrare di cosa si tratta. Come detto è un ammasso aperto, che lo differenzia dall'altra categoria -i globulari- che visivamente hanno un aspetto stellare decisamente più concentrato, e che allo stesso tempo giacciono al di fuori del piano galattico. Uno dei più famosi ammassi aperti è quello delle Pleiadi (altrimenti noto nel folklore come 'Le Sette Sorelle') rintracciabile sempre nella stessa zona. Infatti, vi basterà alzare lo sguardo in verticale sopra le Iadi per trovarle.

Tornando proprio a queste, l'ammasso aperto è distante da noi circa 150 anni luce ed è composto da alcune stelle brillanti visibili ad occhio nudo e molte che emergono con un semplice binocolo. La più luminosa sembra proprio essere l'arancione Aldebaran (Alpha Tauri) che però non ne fa parte, essendo posizionata a circa 75 anni luce da noi.



In sostanza, se osserverete questa stupenda vista celeste, osserverete allo stesso tempo la Luna che è distante solo 1 secondo luce da noi, Aldebaran a 75 anni luce e l'ammasso retrostante delle Iadi a 150 anni luce! Un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo in un singolo colpo d'occhio!

Nell'immagine qui sopra vediamo (con la luce riflessa dalla Luna ridotta artificialmente - in realtà sarà molto più luminosa) la posizione del nostro satellite rispetto alla stella arancione all'incirca per le 21:00 di questa sera, quando ormai inizieranno ad essere alte nel cielo e facilmente individuabili.
Un consiglio per tentare di osservare anche le stelle più deboli dell'ammasso aperto, postponete le vostre osservazioni fino a verso la mezzanotte, o se potete anche più tardi. La Luna spostandosi nel corso delle ore vi permetterà, una volta abituato l'occhio alla vista (cercate anche di non inquadrare il nostro satellite, così da avere meno luce in ingresso nella pupilla), di poter riconoscere e apprezzare meglio le singole stelle.

Certo, come detto è una sfida, dato che la luce sarà molto intensa, ma una sfida alla portata di tutti quelli che abbiano almeno un binocolo. Invece, per le Pleiadi (poco più in alto come detto) potrete tentare anche ad occhio nudo. Riuscite ad individuarle anche con una Luna quasi piena così vicina a loro?

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

martedì 28 ottobre 2014

Dalla Luna alla Terra!

Prendiamo momentaneamente in prestito il titolo del libro di Jules Verne, e ribaltiamolo. Questo perchè le immagini che ci arrivano dalla missione Chang'e-5 T1, lanciata pochi giorni fa, lasciano davvero in ammirazione!

Questa missione, che precede le pianificate Chang'e 4 e 5, servirà come test di prova proprio per quest'ultima dato che l'obiettivo della stessa è alquanto complesso. Arrivare in orbita lunare, sganciare un lander che preleverà campioni di roccia che saranno poi lanciati nuovamente (tramite rendez-vous con la sonda rimasta in orbita lunare) verso il nostro pianeta per essere recuperati. Una classica sample-return mission, che rappresenta il nuovo grande obiettivo della Cina, e il cui lancio è previsto per il 2017.

Ma spazio alle immagini (tutte quelle presenti nell'articolo sono ©CNSA). Preparatevi a viste inusuali, e come sempre, 'fuori dal mondo'.


In questa possiamo osservare il Mare Marginis, che si trova proprio all'estremità occidentale della porzione di Luna che possiamo osservare dalla Terra. Si tratta di una formazione dai contorni fortemente irregolari, costellata di crateri lungo i bordi. Una curiosità al riguardo è rappresentata dal fatto che si trova all'esatto antipodo dell'enorme bacino da impatto del Mare Orientale (sempre sulla faccia 'nascosta' della Luna), e la sua formazione potrebbe essere associata a quest'ultimo, anche se non sono ancora chiare e provate evidenti correlazioni.


La seconda immagine non ha bisogno di spiegazioni direi. Ma è, per citare Carl Sagan: "E' casa. Siamo noi." La nostra Terra vista forse dall'angolazione migliore per indicare tutto l'opposto del suo nome. L'unico continente visibile è l'Oceania, con la sua terra maggiore, l'Australia. Per il resto le migliaia di piccole isole presenti si confondono nell'Oceano Pacifico sovrastato a tratti da intense bande di nubi.


Quest'ultima foto rappresenta forse parte di tutte le nostre conquiste in campo spaziale! Il sistema Terra-Luna (che da anche il titolo all'articolo) fotografato da un punto di vista inusuale del nostro satellite. Come si può notare facilmente, questa non è la 'faccia' che la Luna ci mostra lungo i mesi, ma quella 'nascosta', che appare decisamente più spoglia di maria rispetto al lato a noi sempre visibile.

Le uniche caratteristiche di nota di quest'altro 'volto' della Luna, nella fase in cui è stato ripreso, sono il Mare Moscoviense, nell'emisfero nord, dalla forma quasi rettangolare. E possiamo riconoscere il piccolo cratere Tsiolkovkij, unico punto isolato nell'emisfero meridionale, dal fondo molto scuro. Molti i crateri apprezzabili lungo il terminatore, sulla destra dell'immagine. Sulla sinistra del satellite abbiamo il già citato Mare Marginis con appena sotto il Mare Smythii.

G. Petricca

venerdì 24 ottobre 2014

Occultazione di Saturno da parte della Luna

Domani 25 Ottobre 2014, occhi puntati ai quadranti occidentali dell'orizzonte appena dopo il tramonto. La Luna, illuminata al 3% circa occulterà 'Il Signore degli Anelli' del nostro Sistema Solare. Sicuramente una splendida vista vedere il pianeta immergersi dietro la porzione non ancora illuminata del nostro satellite, ma visibile tramite una tenue luce cinerea.

In primis però chiariamo di cosa stiamo parlando. Cos'è una Occultazione? Si definisce tale "l'oscuramento di un corpo celeste da parte di un altro di maggiore diametro apparente: in modo speciale è il passaggio della Luna davanti una stella o un pianeta, oppure è la scomparsa di un satellite dietro il disco del suo primario."

Sembra simile alla defininizione di Eclisse quindi. Dov'è la differenza? Il paragrafo successivo dell'Explanatory Supplement to The Astronomical Almanac' da dove è stato tratto il testo citato chiarisce: "Se la principale sorgente di illuminazione di un corpo riflettente è interrotta dall'occultazione, il fenomeno è anche chiamato eclisse. L'occultazione del Sole da parte della Luna è una eclisse solare."

© The Astronomical Almanac Online!


giovedì 9 ottobre 2014

Eclisse Totale di Luna - Immagini

Senza indugiare oltre, a voi lettori una raccolta delle migliori immagini reperite online dell'Eclisse Totale di Luna dell'8 Ottobre 2014. Trovate maggiori informazioni sull'evento nell'articolo immediatamente sotto questo nella homepage del blog. Buona visione!


Apriamo con questa favolosa immagine in alta risoluzione del nostro satellite nella fase totale dell'Eclisse, 
a cura di Charlie Prince.


L'eclisse vista in questa immagine composita, presa dal Live Feed del Griffith Observatory in California

La Luna Piena eclissata in congiunzione con il lontano pianeta Urano! Shiraishi dal Giappone.


Una splendida composizione della prima metà dell'Eclisse Totale, a cura di Michael Borman dall'Indiana, USA.


Una stupenda immagine della Luna in procinto di lasciare la Totalità. Huffman Dam, Dayton, Ohio, USA.


Rosso di colore intenso nella porzione meridionale del satellite. Copyright: Chris Douglass.


Torniamo in Giappone per questa magnifica composizione a cura di Jon Vreuls, da Saitama.


Ancora dal Giappone, Masa Nakamura ci delizia con questa tripla composizione dell'Eclisse.


Nicholas Earl, da Pasco, Washington, USA, ha potuto seguire e fotografare tutto l'evento!


Concludiamo con questa magnifica foto che ha la Luna quasi in multicolore (sempre per effetto dell'Eclisse) dal 
blu turchese fino all'arancione cupo. A cura di Steve, dal Kansas, USA.

G. Petricca

venerdì 19 settembre 2014

Astronomy Photographer of the Year 2014

Siamo arrivati anche per quest'anno alla premiazione del concorso astro-fotografico Astronomy Photographer of the Year 2014!
E come sempre, tutte le foto che sono state scelte come vincitrici - insieme anche alle alte classificate- sono una delizia per gli occhi! Vediamo le principali qui di seguito, di categoria in categoria. Per chi volesse osservarle tutte, rimando al sito ufficiale del ROG (Royal Observatory of Greenwich): http://www.rmg.co.uk/whats-on/exhibitions/astronomy-photographer-of-the-year/2014-winners

Immagine da Telescopio Remoto:
Mark Hanson (USA) con NGC 3718 (Vincitrice)


3 Marzo 2014
RCOS 14.5-inch f/8 Ritchey-Chretién; Paramount ME2, guida fuori asse; Apogee U16M CCD camera


mercoledì 1 gennaio 2014

Buon 2014 Italia..dallo spazio!

Il nuovo anno è arrivato, e quindi direi che non c'è modo migliore di celebrarlo con i 'fuochi d'artificio' che le nostre città accendono ogni giorno con le loro luci, nel buio della notte! Ovviamente, viste dallo spazio!

Senza indugiare oltre allora, ecco qui una carrellata di stupende immagini della nostra penisola!

In questa possiamo osservare tutta la Pianura Padana. La città più a sinistra è Torino, mentre ovviamente la più luminosa su tutte è la grande Milano insieme a tutta la sua area metropolitana. Possiamo vedere anche l'antica Via Emilia che corre tra le città di Ariminum (Rimini) e Placentia (Piacenza), nel suo tronco originale. Il punto più evidente lungo questa diagonale è la città di Bologna. Sono visibili anche tutte le vallate alpine, così come le tante città della pianura Veneta con il suo capoluogo in laguna, Venetia.


Ci trasferiamo al Sud Italia, con la Sicilia che si estende in secondo piano nell'immagine. Visibili e più evidenti le città di Catania e Palermo. Mentre, sulla terraferma, il punto più luminoso su tutti è l'agglomerato urbano che circonda la città di Napoli! Sull'altra cosa invece, la città più a destra è Pescara, in Abruzzo, e si corre giù fino a Bari, in Puglia.


Qui invece abbiamo una vista d'insieme della nostra penisola, che si espande in a partire da dove potete osservare le luci più intense, verso sinistra. In primo piano invece abbiamo la catena alpina, innevata, che si estende in verticale. In lontananza si può scorgere la Corsica.


Passiamo ad uno sguardo più da vicino a due delle città principali Italiane: qui sopra abbiamo Napoli, stretta tra il suo golfo e il suo vulcano, il Vesuvio, che potete vedere nell'immagine come un grande ovale scuro nella parte alta della fotografia.


Qui invece abbiamo la nostra Capitale, con alcune nuvole non troppo consistenti che hanno un po' aggiunto qualcosa all'immagine in generale. Ben visibili tutte le strade che portano a Roma così come il grande anello del raccordo anulare, e la moltitudine dei quartieri che continuano ad espandersi verso zone che sono ancora 'buie'.


Chiudiamo la rassegna fotografica con uno sguardo dall'alto all'antico e al moderno! Perchè antico? Perchè inquadrata abbiamo visibili le zone tra Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia sulla destra in basso con Messina): è la zona che era conosciuta come la Magna Grecia. E come disse Ovidio: "Itala nam tellus Graecia maior erat" - "(Ciò che chiamano Italia era Magna Grecia.").

Ma c'è anche il moderno: sull'estrema destra possiamo vedere componenti della Stazione Spaziale Internazionale, da dove sono state scattate queste stupende immagini. Una grande opera dell'uomo nella quale il nostro paese è in prima linea per la sua costruzione, con molti moduli e parti realizzate proprio in Italia!

Buon 2014 a tutti!!
G. Petricca