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martedì 13 giugno 2017

Saturno in opposizione per il 2017!

L'opposizione del Signore degli Anelli è tra pochi giorni, esattamente il 15 Giugno alle 12:05 ora italiana. Queste sono e saranno proprio le settimane in cui il pianeta si troverà nella migliore posizione per essere osservato dalla Terra: avremo infatti ancora notti di osservazioni ottimali, con il pianeta che raggiunge la massima elevazione nel cielo tra la mezzanotte e la prima ora del nuovo giorno.


Nella foto sopra possiamo vedere il pianeta ripreso dalla sonda Cassini (© NASA/ESA/ASI), in orbita da molti anni, e che ci ha regalato innumerevoli immagini stupende come questa.

Come rintracciarlo, dato che ad occhio nudo appare simile ad una stella (solo con luce fissa)? La carta del cielo (creata con il software Stellarium) che potete vedere sotto si riferisce al giorno dell'opposizione intorno all'una, ora italiana. Saturno si trova nella costellazione dell'Ofiuco, con una magnitudine pari a 0. Il pianeta si sta inoltre avviando verso l'afelio della sua orbita (punto più lontano dal Sole) che avverrà nel 2018, quindi è un po' più lontano e un po' più piccolo in dimensioni apparenti rispetto a quello che abbiamo potuto apprezzare lo scorso anno e in quelli passati.


Saturno è il secondo gigante gassoso sia per ordine di distanza dal Sole sia per grandezza, dopo Giove. I suoi anelli, tuttavia, sono qualcosa che lo rende unico! Altri giganti hanno dei sistemi di anelli, ma nessuno come quelli di Saturno, e lo rendono facilmente individuabile anche a bassi ingrandimenti. 

Se osserviamo infatti con binocoli da 10x in su, puntando qualsiasi altro oggetto vedremmo un qualcosa di puntiforme. Se puntiamo Saturno, invece, potremo notare una forma oblunga e ovale, a causa degli anelli che circondano il corpo celeste.
Con piccoli telescopi riusciremo ad intuire la forma sferica del pianeta, e vedremo quando le condizioni del cielo sono buone, qualche dettaglio in più degli anelli. Non molto, ma comunque sempre una vista affascinante, specie se è la prima volta che lo si osserva.
Con telescopi di media grandezza e in buone condizioni di cielo si riesce facilmente a distinguere la separazione maggiore tra gli anelli stessi, la Divisione di Cassini.

Il pianeta sarà ancora in ottima posizione per osservazioni e fotografie per le settimane e i mesi a seguire, almeno fino alla fine di Luglio/inizio di Agosto. Quindi potete pianificare con calma tutte le vostre sessioni di osservazione, e nel caso, organizzare serate con amici per mostrare anche a loro questa meraviglia assoluta del nostro Sistema Solare.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

giovedì 2 giugno 2016

Saturno in opposizione per il 2016!

L'opposizione del Signore degli Anelli è domani, esattamente il 3 Giugno alle 08:25 ora italiana. Questi sono e saranno proprio i giorni e le settimane in cui il pianeta è nella migliore posizione per essere osservato dalla Terra: avremo infatti qualche ulteriore settimana di osservazioni ottimali, con il pianeta che raggiunge la massima elevazione nel cielo tra la mezzanotte e la prima ora del nuovo giorno.



Nella foto sopra possiamo vedere il pianeta ripreso dalla sonda Cassini (© NASA/ESA/ASI), in orbita da molti anni, e che ci ha regalato innumerevoli immagini stupende come questa.

Come rintracciarlo, dato che ad occhio nudo appare simile ad una stella (solo con luce fissa)? La carta del cielo (creata con il software Stellarium) che potete vedere sotto si riferisce al giorno dell'opposizione intorno all'una, ora italiana. Saturno si trova nella costellazione dell'Ofiuco, con una magnitudine pari a 0. Il pianeta si sta inoltre avviando verso l'afelio della sua orbita (punto più lontano dal Sole) che avverrà nel 2018, quindi è un po' più lontano e un po' più piccolo in dimensioni apparenti rispetto a quello che abbiamo potuto apprezzare lo scorso anno e in quelli passati.


Saturno è il secondo gigante gassoso sia per ordine di distanza dal Sole sia per grandezza, dopo Giove. I suoi anelli, tuttavia, sono qualcosa che lo rende unico! Altri giganti hanno dei sistemi di anelli, ma nessuno come quelli di Saturno, e lo rendono facilmente individuabile anche a bassi ingrandimenti. 

Se osserviamo infatti con un binocolo da 10x in su, puntando qualsiasi altro oggetto vedremmo un qualcosa di puntiforme. Se puntiamo Saturno, invece, potremo notare una forma oblunga e ovale, a causa degli stessi anelli. Con piccoli telescopi riusciremo ad intuire la forma sferica del pianeta, e vedremo quando le condizioni del cielo sono buone, qualche dettaglio in più degli anelli. Non molto, ma comunque sempre una vista affascinante, specie se è la prima volta che lo si osserva.
Con telescopi di media grandezza e in buone condizioni di cielo si riesce facilmente a distinguere la separazione maggiore tra gli anelli stessi, la Divisione di Cassini.

Il pianeta sarà ancora in ottima posizione per osservazioni e fotografie per le settimane e i mesi a seguire, almeno fino alla fine di Giugno/inizio di Luglio. Quindi potete pianificare con calma tutte le vostre sessioni di osservazione, e nel caso, organizzare serate con amici per mostrare anche a loro questa meraviglia assoluta del nostro Sistema Solare.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

lunedì 23 novembre 2015

Sei Mesi al Transito di Mercurio sul Sole

Tra poco meno di sei mesi, visto che si parla del 9 Maggio 2016, avremo la possibilità sperando sempre nel meteo favorevole, di osservare nuovamente un transito del pianeta più interno del Sistema Solare, Mercurio, sul disco del nostro Sole. L'ultimo visibile per l'Europa è stato nel 2003, mentre l'ultimo visibile dalla Terra risale a nove anni fa, l'8 Novembre 2006.


Nella mappa qui sopra, realizzata dal portale venus-transit.de, possiamo vedere le zone dalle quali il transito sarà interamente o parzialmente visibile. Quest'ultimo è proprio il caso del nostro paese, dato che riusciremo ad apprezzare quasi tutto l'evento, fino a poco prima della sua conclusione. Questo diviene comprensibile osservando la linea che divide la zona 'pulita' della mappa (in pieno Oceano Atlantico, che sarà favorito per l'osservazione totale del transito) da quella a righe verticali leggere che passa poco ad ovest dell'Italia, indicante le zone dove il transito sarà ancora in atto al tramonto.

Inoltre grazie ad altre mappe allegate qui sotto e generate appositamente per il nostro paese tramite lo stesso portale, possiamo infatti osservare come il sole sarà sotto l'orizzonte locale nell'ultima mezz'ora del transito (i punti e le scritte in colore grigio nel grafico lo indicano chiaramente).

 

Le mappe rappresentano lo stesso transito, anche se l'aspetto grafico è differente. La prima è infatti realizzata seguendo le coordinate altazimutali (quindi elevazione sull'orizzonte in gradi e azimuth, l'angolo in gradi che si misura a partire dal Nord come 0°), mentre la seconda è in coordinate celesti (ascensione retta e declinazione). I tempi sono in fuso orario GMT, quindi si dovranno aggiungere due ore per ottenere l'orario italiano.

Il transito durerà molte ore, circa sette e mezza, con inizio alle 13:12 italiane e termine alle 20:42, sempre ora italiana. Il disco del pianeta sarà grande solo 12 secondi d'arco circa (per un paragone la Luna piena, o il Sole stesso, hanno dimensioni di circa 1800 secondi d'arco), e sarà visibile come una piccola 'macchia' perfettamente tonda che si staglia sulla superficie della stella. L'immagine qui sotto, un mosaico ripreso dalla sonda SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory) mostra quello che potremo aspettarci di vedere.


Naturalmente il transito non sarà visibile ad occhio nudo, ma occorrerà obbligatoriamente l'apposito filtro solare per poterlo osservare in totale sicurezza e comodità. Non 'abbandonate' quindi i filtri che avete acquistato per l'Eclisse Parziale di poco fa, ma teneteli bene da parte per poter osservare questo evento astronomico. Tuttavia, date le ridotte dimensioni del pianeta, sarà molto difficile poterlo apprezzare con i nostri semplici occhi, quindi per osservarlo al meglio, avremo bisogno di binocoli o telescopi, oppure di buoni teleobiettivi (>150mm) per le nostre digitali, sia reflex che non.

Come mai un transito del pianeta avviene ad anni di distanza da un precedente o un successivo, anche se dal nostro punto di vista, Mercurio transita tra la Terra ed il Sole almeno tre volte l'anno?
La risposta è da ricercarsi nell'elevata inclinazione dell'orbita del pianeta più interno, che è pari a circa 7° dal piano dell'eclittica. Questo vuol dire che i transiti possono avvenire solamente in Maggio od in Novembre, quando la Terra è vicina ad uno dei due punti lungo la sua orbita dove il suo piano orbitale è intersecato dal piano orbitale di Mercurio. In queste occasioni, si ha un transito, e proprio questa occasione, arriverà nel Maggio 2016.

Questo vuole essere solamente un articolo informativo, che anticipa appunto un evento interessante che avverrà tra un'anno, dandoci tutto il tempo per prepararci. Uno dei vantaggi dell'astronomia è proprio questo: avere tutti i dati necessari anche a distanza di anni da eventi di questo genere, di cui si conoscono e comprendono tutte le meccaniche.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

giovedì 27 agosto 2015

Marte grande come la Luna piena? No, diciamo proprio di no

Marte grande come la Luna Piena? No, diciamo proprio di no.


Sicuramente in tanti avrete letto la 'storia' che questa sera il nostro vicino pianeta rosso sarebbe visibile nel cielo notturno con dimensioni paragonabili a quelle della Luna Piena. Ovviamente una delle tante e enormi panzane che si leggono su una rete sempre più infestata da disinformazione a caccia di click.

Passiamo quindi alla verità sulla situazione. In primis, i due oggetti saranno entrambi visibili nel cielo notturno? In questo caso la risposta è sì, ma per poco tempo e con entrambi a meno di un grado dall'orizzonte (immagine allegata, realizzata con Stellarium), intorno alle 04:45 di questa notte. Una osservazione decisamente difficoltosa se non si hanno almeno più di 180 gradi di cielo completamente sgombri da ostacoli.

Ma più importante, Marte sarà davvero così grande?
Naturalmente no! Innanzitutto un confronto dimensionale: la Luna ha un diametro medio di 3476 km mentre Marte di 6779 km. La Luna è distante da noi in media 384400 km mentre Marte circa 225000000 km! Già avendo a disposizione queste due informazioni possiamo notare come l'annuncio sopra citato sia una completa bufala. Ma andiamo avanti.

Il diametro apparente (ovvero il diametro che a noi, osservatori terrestri, sembrano avere gli oggetti celesti) della Luna Piena alla sua minima distanza dalla Terra (quando si trova al Perigeo) per fare un esempio, è circa 35' d'arco (o circa mezzo grado): questo diametro è circa la metà della zona di cielo coperta dal dito mignolo della nostra mano a braccio teso.
E Marte? Nei momenti migliori, ovvero alle opposizioni più favorevoli, può arrivare intorno ai 25" d'arco. Secondi d'arco, non primi! Siamo totalmente ad un'ordine di grandezza inferiore rispetto a quello della Luna, quindi abbiamo altrettanto totalmente smentito questa diceria.

Chiudiamo con una nota leggera. Se Marte, grande il doppio della nostra Luna, fosse visibile in termini di dimensioni apparenti proprio come lei, dovremmo preoccuparci!
Perché vorrebbe dire che il pianeta roccioso si troverebbe ad una distanza di soli 800000 km circa invece del suo consueto minimo di 54 milioni di km circa! Non certo un buon segno dal punto di vista degli equilibri orbitali del nostro Sistema Solare.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

lunedì 13 luglio 2015

Meno di 24 ore a Plutone!

Tra circa un giorno (in tempo terrestre) e poco più di un sesto di rotazione plutoniana la sonda New Horizons sfreccerà alla velocità di 50000 km/h nel punto di massimo avvicinamento, alle ore 13:47 italiane, ad una distanza di 13695 km. La minima distanza da Caronte invece sarà pari a poco più del doppio di questa appena indicata, ma che comunque ci permetterà di avere immagini in alta risoluzione del satellite principale di Plutone, avverrà circa 14 minuti più tardi.

Sarà un momento emozionante, dato che è dal 1989 (chi scrive aveva solo due anni all'epoca) che non osserviamo oggetti del nostro freddo e distante Sistema Solare esterno, da quando la Voyager 2 ci mostrò le primissime, e finora uniche, immagini del gigante gassoso Nettuno e del suo satellite Tritone!


Ma già nei giorni scorsi abbiamo avuto molte fotografie a disposizione, che hanno iniziato a mostrare questo lontanissimo mondo, distante 32 Unità Astronomiche dalla Terra (1 UA = 150 milioni di km). Nella foto sopra (©NASA/JHUAPL/SWRI) possiamo vedere uno degli emisferi del pianeta, e sullo stesso possiamo riconoscere una miriade di dettagli: ci sono zone davvero ricche degli stessi, mentre altre sembrano esserne più povere, ed in tutto e per tutto, stiamo osservando questi dettagli per la prima volta nella storia! In basso sulla destra abbiamo anche una interessante struttura circolare, che è stata ipotizzata essere un cratere da impatto di notevoli dimensioni.

In questa altra immagine invece, assemblata dalle immagini della sonda (©NASA/JHUAPL/SWRI) dall'astrofotografo Damian Peach, possiamo vedere la cronologia dell'avvicinamento di New Horizons al distante Plutone, in questi ultimi giorni, dal 25 Giugno all'11 Luglio:


Durante questo flyby (si definisce così la manovra di avvicinamento ad un oggetto celeste, ma senza l'entrata in orbita attorno allo stesso) la fotocamera ad alta risoluzione di New Horizons risolverà strutture piccole fino a circa 70 metri di grandezza, dandoci la vista più dettagliata mai avuta del pianeta nano e dell'emisfero che sorvolerà. Quattordici minuti dopo, sarà la volta di Caronte. Passato anche questo momento, la sonda si troverà di fronte ad una Eclisse di Sole, causata da Plutone stesso, ed in questo modo potrà rilevare l'eventuale presenza di un debole sistema di anelli, o di polveri vicine.

Il pacchetto strumenti a bordo della sonda, che ricordo eseguirà tutte le analisi completamente in automatico, non comprende naturalmente solo una fotocamera ad alta risoluzione. Eccoli quindi tutti qui elencati insieme ad una immagine che indica la loro posizione: 

REX (Radio science EXperiment) - Composizione atmosferica e temperatura;
PEPSSI  (Pluto Energetic Particle Spectrometer Science Investigation) - Composizione del plasma in uscita dall'atmosfera di Plutone;
SWAP (Solar Wind Around Pluto) - Studio sul vento solare e della sua interazione con Plutone;
LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) - Fotocamera telescopica, provvederà alla mappatura del pianeta e fornirà dati geologici ad alta risoluzione;
SDS - (Student Dust Counter) - Esperimento gestito e controllato da studenti, fornirà misurazioni sulla polvere spaziale durante il viaggio della sonda;
Ralph - Spettrometro e imager nel visibile e nell'infrarosso, per creare mappe termiche e della composizione superficiale del pianeta;
Alice - Spettrometro nell'ultravioletto, osserverà e analizzerà la struttura dell'atmosfera di Plutone, insieme alla ricerca di eventuali tracce di atmosfera su Caronte e altri oggetti della Fascia di Kuiper.


Una curiosità in chiusura, promulgata anche dalla NASA, che risponde alla domanda: "Visto che il Sole è così distante, quanta luce c'è effettivamente su Plutone?"
Il sito Pluto Time! è stato pensato apposta. Vi basterà selezionare la vostra città sulla mappa, e avrete gli orari terrestri nei quali osservare il cielo e la luce presente: l'ammontare di luce che osserverete in quell'istante rappresenta proprio la luce che Plutone ha a disposizione. Una sorta di lungo crepuscolo, abbastanza sufficiente per camminare, ma nel quale è meglio prestare attenzione.

Ci saranno molti broadcast online, eccone alcuni con orari e relativi link:
- NASA TV - dalle 13:30 ora italiana (in lingua inglese) - http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/
- Planetarium Alto Adige, San Valentino in Campo (BZ) - dalle 13 alle 15 - http://www.provincia.bz.it/news/it/news.asp?news_action=4&news_article_id=505754
- Planetario di Roma - dalle ore 21 - Via Spallanzani 1A
- Canali social di Astronomia Pratica - dalle 10:30 alle 15:30 - Facebook e Twitter, dove effettueremo un viaggio virtuale (qui una preview per voi lettori), come se ci trovassimo a bordo della sonda New Horizons grazie agli strumenti della NASA!
  
Buone Osservazioni a tutti!
G. Petricca

martedì 7 luglio 2015

Una settimana a Plutone

Proprio così, tra una settimana la sonda New Horizons, lanciata il 19 Gennaio del 2006 da Cape Canaveral, in Florida, registrerà i primi dati, le prime immagini, video, animazioni, e analisi in alta risoluzione del corpo celeste scoperto dall'astronomo Clyde Tombaugh il 18 Febbraio del 1930.

Plutone è stato a lungo considerato come pianeta, ma recentemente riclassificato a pianeta nano in una -ancora- discussa selezione dei parametri che possono farci suddividere pianeti o pianeta nani nelle loro rispettive categorie di appartenenza.


In questa immagine (© NASA/JHUAPL/SWRI) possiamo apprezzare quello che la sonda ci ha inviato pochi giorni fa. Ecco le prime immagini (che saranno seguite da molte altre a maggiore risoluzione nelle prossime due settimane) di quello che un tempo era considerato il confine estremo del nostro Sistema Solare, così lontano che il disco del nostro Sole si percepisce appena se ci si trovasse lassù.

E' un mondo ricco di dettagli e caratteristiche superficiali da esplorare, e dalle prime immagini a colori sembra possedere una blanda tonalità arancio-rossastra. Il suo satellite principale, Caronte è enorme paragonato al pianeta stesso: il suo diametro di circa 1207 km è di poco superiore alla metà del diametro di Plutone (circa 2368 km) e questo rende il sistema Plutone/Caronte un 'pianeta doppio' dove entrambi gli oggetti celesti ruotano intorno ad un centro gravitazionale che cade al di fuori di Plutone. Qui troverete una animazione decisamente esplicativa di questo fenomeno.

 

Ecco Plutone e Caronte (dalle tonalità nettamente più scure) viste dalla camera grandangolare della sonda New Horizons. ©NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Cosa succederà quindi nei prossimi giorni? New Horizons continua a viaggiare alla velocità di 13.78 km/s rispetto a Plutone (circa 50000 -cinquantamila- km/h) e avremo il massimo avvicinamento il 14 Luglio alle ore 13:47 italiane, ad una distanza di 13695 km. La minima distanza invece dal satellite Caronte sarà pari a poco più del doppio di questa appena indicata ma che comunque ci permetterà di avere immagini in alta risoluzione del satellite principale di Plutone, avverrà circa 14 minuti più tardi.

Ad oggi non sono previsti streaming in diretta con immagini in diretta, semplicemente  perché una trasmissione (che viaggia praticamente alla velocità della luce, la massima raggiungibile nel vuoto spaziale) impiega ben quattro ore e mezza per arrivare fino a noi data l'enorme distanza che deve percorrere. Quindi avremo le prime immagini per la sera italiana del 14 Luglio, e se ci saranno eventi online verranno prontamente segnalati, come sempre.

 

Nelle due immagini qui sopra (©NASA/JHUAPL) possiamo vedere la posizione in tempo reale, sempre aggiornata la posizione della sonda New Horizons nella prima, mentre nella seconda abbiamo tutta la timeline di eventi che avveranno il 14 Luglio, nelle ore vicine alla minima distanza dal pianeta (gli orari sono tutti in UTC, quindi bisogna aggiungere due ore per ottenere l'ora italiana).

La missione ha connotati storici, dato che è la prima volta in assoluto nella storia dell'uomo nella quale riusciremo ad avere immagini in alta risoluzione e da così poca distanza di un pianeta molto distante, e visibile dalla Terra solo con telescopi dal diametro molto generoso, almeno 16" in su di specchi o lenti. 

Per chi volesse comunque tentare la sua osservazione, ecco una mappa stellare che può aiutare a rintracciarlo, creata con il software Stellarium.



Il pianeta si trova attualmente nella costellazione del Sagittario, dove rimarrà fino al 2023. La sua magnitudine è molto debole, +14.1 e per questo occorrono necessariamente telescopi dai diametri generosi, oppure la possibilità di effettuare foto a lunga esposizione con inseguimento, che permetteranno la sua individuazione.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

venerdì 12 giugno 2015

Le Congiunzioni di Venere /2

Seconda parte dell'articolo che si occuperà di parlare delle Congiunzioni del nostro pianeta 'gemello' nel Sistema Solare con oggetti del profondo cielo, stelle o altri pianeti. 

Iniziamo da oggi 12 Giugno, o anche da domani 13 se il cielo sopra di voi è coperto come il mio. Il pianeta Venere sarà in congiunzione con lo stupendo ammasso stellare del Presepe, nella costellazione del Cancro.


Nella mappa sopra possiamo vedere la posizione in questi due giorni, e lo spostamento del pianeta rispetto all'ammasso stellare. Lo strumento consigliato per l'osservazione è il binocolo che vi permetterà in un singolo colpo d'occhio di ammirare questa vista.

Con un telescopio invece si potrà apprezzare la fase del pianeta, ad oggi di circa il 45% ma in diminuzione durante questo mese. Ricordo infatti che i due pianeti interni del Sistema Solare, Venere e Mercurio, mostrano a noi che li osserviamo da una posizione esterna alle loro orbite, delle fasi come la Luna. Entrambi, man mano che si avvicinano al Sole, mostrano uno 'spicchio' illuminato sempre più ristretto, il che li rende anche più affascinanti!

L'ammasso stellare del Presepe invece è una delle viste più belle della stagione passata, ed è noto anche con il nome di Ammasso Alveare (sigle cataloghi:  M 44 o NGC 2632). E' uno degli ammassi più vicini alla nostra posizione, circa 600 anni luce e questo lo rende un obiettivo davvero interessante da osservare, tanto che fu tra i primi oggetti celesti che Galileo poté apprezzare con il suo telescopio.


Facciamo un salto di qualche giorno, fino al 20 Giugno quando avremo una congiunzione tripla tra Venere, la Luna e Giove. Questo evento sarà osservabile per bene anche ad occhio nudo, e sarà molto fotogenico quindi segnate la data se volete realizzare delle fotografie al riguardo.


I tre non saranno certo vicinissimi, ma l'occasione è certamente favorevole per una larga congiunzione. La Luna sarà illuminata di circa il 18% e mostrerà dettagli sempre interessanti a chi userà dai binocoli in su, mentre per la fase di Venere occorrerà obbligatoriamente un telescopio, tramite il quale si potrà osservare il pianeta illuminato di circa il 41%. Per Giove e i suoi satelliti galileiani invece basterà ancora un buon binocolo per iniziare.


Arriviamo quindi all'evento clou a cavallo dei due mesi, il 30 Giugno ed il 1° Luglio, con Venere e Giove che andranno in una stretta congiunzione nel cielo! Come lo scorso anno, solo che invece dell'alba potremo ammirarli comodamente dopo il tramonto, come mostra la mappa allegata.


Lo scorso anno la vista è stata decisamente affascinante, quindi anche questa volta sarà da non perdere, sempre meteo permettendo. Ad occhio nudo si potranno osservare due punti distinti nel cielo, con luce fissa e molto luminosi, con dei binocoli a forti ingrandimenti, o meglio dei telescopi invece osserveremo Venere illuminato a circa il 33% e Giove con le sue bande nuvolose e i suoi satelliti medicei.

L'ultimo appuntamento di questa rubrica si avrà il 18 Luglio quando bassi all'orizzonte occidentale (saranno favoriti gli osservatori delle regioni tirreniche, o in generale chi ha quella porzione di orizzonte libera da ostacoli come piante, montagne o altro) troveremo nuovamente la Luna, Giove e Venere, anche se questi ultimi due avranno ormai posizioni invertite.


La Luna sarà meno illuminata rispetto alla precedente occasione, solo l'8% circa. Venere, avendo ormai compiuto 'il giro di boa' orbitale dalla nostra prospettiva, sta sempre più velocemente avanzando verso il Sole, ed è illuminato solo al 19%! Potrete quindi osservare, con telescopi o binocoli a forti ingrandimenti, due piccole falci risplendenti di luce nel cielo serale. Completano il quartetto Giove, ormai prossimo alla fine del suo periodo di visibilità ma comunque osservabile, e la stella Alpha Leonis, Regulus.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

giovedì 21 maggio 2015

Saturno in opposizione per il 2015!

L'opposizione del Signore degli Anelli è tra due giorni, esattamente il 23 Maggio alle 03:22 ora italiana. Questi sono stati e saranno proprio i giorni e le settimane in cui il pianeta è nella migliore posizione per essere osservato dalla Terra: avremo infatti qualche ulteriore settimana di osservazioni ottimali, con il pianeta che raggiunge la massima elevazione nel cielo tra la mezzanotte e la prima ora del nuovo giorno.


Nella foto sopra possiamo vedere una ottima animazione in toni di grigio del pianeta ripresa dalla regione del Queensland, in Australia, dal professionista Anthony Wesley, circa due giorni fa. Questa è ovviamente ottenuta con strumentazioni ed esperienza (si riesce infatti a notare bene il famoso esagono presente al polo settentrionale del pianeta) ma anche con mezzi minori si possono apprezzare molti dettagli.

Come rintracciarlo, dato che ad occhio nudo appare simile ad una stella (solo con luce fissa)? La carta del cielo (creata con il software Stellarium) che potete vedere sotto si riferisce al giorno dell'opposizione intorno alle 23 ora italiana. Saturno si trova al confine tra le costellazioni dello Scorpione e della Bilancia, con una magnitudine pari a 0. Il pianeta si sta inoltre avviando verso l'afelio della sua orbita (punto più lontano dal Sole) che avverrà nel 2018, quindi è un po' più lontano e un po' più piccolo in dimensioni apparenti rispetto a quello che abbiamo potuto apprezzare lo scorso anno e in quelli passati.


Saturno è il secondo gigante gassoso sia per ordine di distanza dal Sole sia per grandezza, dopo Giove. I suoi anelli, tuttavia, sono qualcosa che lo rende unico! Altri giganti hanno dei sistemi di anelli, ma nessuno come quelli di Saturno, e lo rendono facilmente individuabile anche a bassi ingrandimenti. 

Se osserviamo infatti con un binocolo da 10x in su, puntando qualsiasi altro oggetto vedremmo un qualcosa di puntiforme. Se puntiamo Saturno, invece, potremo notare una forma oblunga e ovale, a causa degli stessi anelli. Con piccoli telescopi riusciremo ad intuire la forma sferica del pianeta, e vedremo quando le condizioni del cielo sono buone, qualche dettaglio in più degli anelli. Non molto, ma comunque sempre una vista affascinante, specie se è la prima volta che lo si osserva.
Con telescopi di media grandezza e in buone condizioni di cielo si riesce facilmente a distinguere la separazione maggiore tra gli anelli stessi, la Divisione di Cassini, evidente nell'immagine di apertura.

Il pianeta sarà ancora in ottima posizione per osservazioni e fotografie per le settimane e i mesi a seguire, almeno fino alla fine di Giugno/inizio di Luglio. Quindi potete pianificare con calma tutte le vostre sessioni di osservazione, e nel caso, organizzare serate con amici per mostrare anche a loro questa meraviglia assoluta del nostro Sistema Solare.

Concludo con una fotografia presa dalla sonda Cassini, in orbita al pianeta da molti anni, e che ci ha regalato innumerevoli immagini stupende come questa.



Buone osservazioni!
G. Petricca

sabato 16 maggio 2015

Le Congiunzioni di Venere /1

Prendendo spunto da questo interessante articolo di Coelum Astronomia, trattiamo un po' più da vicino tutte le congiunzioni che si avranno con il pianeta più luminoso del cielo notturno, il nostro 'gemello' Venere. Saranno tutte osservabili senza alcun problema anche ad occhio nudo, ma naturalmente si consigliano almeno dei binocoli per poter godere appieno della vista.

Si parte proprio da stasera, oppure anche domani sera se il meteo non permette osservazioni in data odierna, con una congiunzione (a meno di un grado di distanza) tra Venere e la stella Epsilon Geminorum, o Mebsuta.


La coppia sarà abbastanza facile da distinguere, una volta che le luci del tramonto avranno lasciato spazio al cielo più scuro. Dovrete naturalmente osservare verso occidente, e accanto al punto luminoso che indica il pianeta (magnitudine -4.2) Venere avremo un altro punto, di magnitudine pari a  +3, ovvero la stella Mebsuta. Data questo valore abbastanza basso, da cieli ancora chiari o inquinati dal punto di vista delle luci cittadine, sarà difficile scorgerla ad occhio nudo. Meglio affidarsi come consigliato in apertura a dei binocoli, o anche dei telescopi (oppure ancora, agli zoom delle vostre digitali, se > di 100mm). Con questi ultimi si potrà osservare la fase del pianeta, ora illuminato al 60%.

Qualche giorno dopo, il 21 Maggio, Venere sarà in larga congiunzione con una falce di Luna crescente, illuminata per il 15% circa. Saranno tra loro molto più distanti rispetto al primo 'incontro' di cui abbiamo parlato nell'articolo, ma entrambi si troveranno nella costellazione dei Gemelli, ormai quasi al termine del suo periodo di visibilità.


Naturalmente, data la loro luminosità, sarà praticamente impossibile non riuscire a rintracciarli nel cielo serale, anche da posizioni di osservazione sfavorevoli. Sempre meteo permettendo naturalmente. La fase del pianeta Venere scende fino a quasi il 58% in questi tre giorni, e come già detto, potrà essere osservata con profitto anche con telescopi di piccola/media grandezza. Sicuramente un incontro che pone molti scenari di fotografia astronomica a largo campo, quindi tenete pronte le vostre digitali, o anche i vostri cellulari.

Arrivando all'ultima congiunzione per questo mese, il 30 Maggio, il pianeta ormai illuminato in una fase di circa il 53% (provate a ricordare la differenza tra la vostra prima osservazione tra oggi e domani) sarà molto vicino alla stella Kappa Geminorum.


La situazione sarà molto simile a quella della congiunzione con Mebsuta, dato che questa stella avrà una magnitudine pari a +3.5. Anche qui consiglio quindi l'utilizzo dei binocoli per poter apprezzare al meglio la vista che si avrà, o naturalmente, dei telescopi.

Quest'ultima conclude gli eventi per Maggio. In una seconda parte dell'articolo, pubblicata tra qualche settimana, ci occuperemo di quelli del prossimo mese, in vista della congiunzione stretta tra Venere e Giove prevista per i giorni 30 Giugno/1 Luglio.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

lunedì 11 maggio 2015

Un anno al transito di Mercurio sul Sole

Tra un anno, o qualche giorno in meno visto che si parla del 9 Maggio 2016, avremo la possibilità sperando sempre nel meteo favorevole, di osservare nuovamente un transito del pianeta più interno del Sistema Solare, Mercurio, sul disco del nostro Sole. L'ultimo visibile per l'Europa è stato nel 2003, mentre l'ultimo visibile dalla Terra risale a nove anni fa, l'8 Novembre 2006.


Nella mappa qui sopra, realizzata dal portale venus-transit.de, possiamo vedere le zone dalle quali il transito sarà interamente o parzialmente visibile. Quest'ultimo è proprio il caso del nostro paese, dato che riusciremo ad apprezzare quasi tutto l'evento, fino a poco prima della sua conclusione. Questo diviene comprensibile osservando la linea che divide la zona 'pulita' della mappa (in pieno Oceano Atlantico, che sarà favorito per l'osservazione totale del transito) da quella a righe verticali leggere che passa poco ad ovest dell'Italia, indicante le zone dove il transito sarà ancora in atto al tramonto.

Inoltre grazie ad altre mappe allegate qui sotto e generate appositamente per il nostro paese tramite lo stesso portale, possiamo infatti osservare come il sole sarà sotto l'orizzonte locale nell'ultima mezz'ora del transito (i punti e le scritte in colore grigio nel grafico lo indicano chiaramente).

 

Le mappe rappresentano lo stesso transito, anche se l'aspetto grafico è differente. La prima è infatti realizzata seguendo le coordinate altazimutali (quindi elevazione sull'orizzonte in gradi e azimuth, l'angolo in gradi che si misura a partire dal Nord come 0°), mentre la seconda è in coordinate celesti (ascensione retta e declinazione). I tempi sono in fuso orario GMT, quindi si dovranno aggiungere due ore per ottenere l'orario italiano.

Il transito durerà molte ore, circa sette e mezza, con inizio alle 13:12 italiane e termine alle 20:42, sempre ora italiana. Il disco del pianeta sarà grande solo 12 secondi d'arco circa (per un paragone la Luna piena, o il Sole stesso, hanno dimensioni di circa 1800 secondi d'arco), e sarà visibile come una piccola 'macchia' perfettamente tonda che si staglia sulla superficie della stella. L'immagine qui sotto, un mosaico ripreso dalla sonda SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory) mostra quello che potremo aspettarci di vedere.


Naturalmente il transito non sarà visibile ad occhio nudo, ma occorrerà obbligatoriamente l'apposito filtro solare per poterlo osservare in totale sicurezza e comodità. Non 'abbandonate' quindi i filtri che avete acquistato per l'Eclisse Parziale di poco fa, ma teneteli bene da parte per poter osservare questo evento astronomico. Tuttavia, date le ridotte dimensioni del pianeta, sarà molto difficile poterlo apprezzare con i nostri semplici occhi, quindi per osservarlo al meglio, avremo bisogno di binocoli o telescopi, oppure di buoni teleobiettivi (>150mm) per le nostre digitali, sia reflex che non.

Come mai un transito del pianeta avviene ad anni di distanza da un precedente o un successivo, anche se dal nostro punto di vista, Mercurio transita tra la Terra ed il Sole almeno tre volte l'anno?
La risposta è da ricercarsi nell'elevata inclinazione dell'orbita del pianeta più interno, che è pari a circa 7° dal piano dell'eclittica. Questo vuol dire che i transiti possono avvenire solamente in Maggio od in Novembre, quando la Terra è vicina ad uno dei due punti lungo la sua orbita dove il suo piano orbitale è intersecato dal piano orbitale di Mercurio. In queste occasioni, si ha un transito, e proprio questa occasione, arriverà nel Maggio 2016.

Questo vuole essere solamente un articolo informativo, che anticipa appunto un evento interessante che avverrà tra un'anno, dandoci tutto il tempo per prepararci. Uno dei vantaggi dell'astronomia è proprio questo: avere tutti i dati necessari anche a distanza di anni da eventi di questo genere, di cui si conoscono e comprendono tutte le meccaniche.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

mercoledì 29 aprile 2015

Congiunzione tra il pianeta Mercurio e l'ammasso delle Pleiadi

Tempi pieni di eventi all'orizzonte occidentale del nostro cielo. Qualche settimana fa abbiamo parlato della congiunzione tra due oggetti celesti molto evidenti nel cielo serale, ovvero il pianeta Venere e l'ammasso stellare delle Sette Sorelle, le Pleiadi. Il nostro gemello planetario si è ormai allontanato da questa posizione, ma verrà sostituito nei prossimi giorni da pianeta più interno del Sistema Solare, Mercurio.

Il pianeta sarà molto più difficile da osservare, dato che non brilla certamente con la magnitudine di Venere. Infatti la sua magnitudine è circa sullo 0 ma, nonostante questo, riusciremo ad individuarlo facilmente, anche ad occhio nudo. Il trucco? Ritardare l'osservazione il più possibile (senza però far scendere l'oggetto ad una elevazione troppo ridotta sull'orizzonte) in modo da avere meno luce possibile nel cielo.

Come detto nel paragrafo precedente, bisognerà osservare verso Ovest, ma se non disponiamo una bussola (nel caso dovrete osservare poco oltre i 270° che segnano questo punto cardinale), possiamo ricordare facilmente dove guardare. Uscite al tramonto, e memorizzate la posizione del Sole sul vostro orizzonte locale, quindi, quando tornerete fuori per la congiunzione, dovrete osservare nella stessa direzione.


In questa mappa, da me creata tramite il software Stellarium, ho tracciato il percorso del pianeta nel cielo serale per i prossimi giorni. Come scritto sulla stessa, l'orario di riferimento è alle ore 21:00, dalle quali avrete ancora una buona mezz'ora o quaranta minuti per tentare di localizzare il pianeta.


EDIT 02/05/2015: Grazie a Vincenzo Pirrone per aver reso disponibile la sua stupenda foto dell'evento, scattata ieri sera. Complimenti!



Anche se i due oggetti sembrano molto vicini dal nostro punto di vista, in realtà sono decisamente lontani tra loro. Mercurio dista attualmente da noi circa 152 milioni di km, e risplende nel cielo con magnitudine vicina a 0. Le Pleiadi invece distano da noi la cifra di 443 anni luce, che trasformati in km ci forniscono l'enorme numero 4.19101408 × 10 elevato alla quindicesima! Oggetti che prospetticamente ci sembrano così vicini, ma in realtà lontanissimi!



Nella foto sopra, realizzata dall'autore qualche giorno fa, possiamo vedere Mercurio insieme a Marte (il più alto dei due punti luminosi), in una larga congiunzione bassa all'orizzonte occidentale. Può dare una idea di come apparirà il pianeta più interno del Sistema Solare nel cielo serale.

Purtroppo il meteo sembra condizionare pesantemente queste giornate, tuttavia, se ne avrete la possibilità, tentatene l'osservazione. Come? Il paragrafo sotto lo illustra.

Cosa occorrerà, appunto, per osservare lo spettacolo? Questa volta, diversamente per quanto detto rispetto a Venere, non basteranno in primis i nostri semplici occhi, ma consiglio principalmente di utilizzare un binocolo, anche 10x50 o 7x35 (ricordate SEMPRE di iniziare le vostre osservazioni DOPO che il Sole sarà sceso sotto il vostro orizzonte locale). La vista diventerà nettamente più emozionante, dato che si riusciranno a distinguere le componenti delle Pleiadi, e saranno insieme a Mercurio nello stesso campo. 
Con un telescopio invece, potremo distinguere la fase del pianeta, ora illuminato di circa il 60%, mentre non potremo ingrandire troppo sull'ammasso stellare dato che è una vista che va apprezzata nella sua totalità.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

mercoledì 8 aprile 2015

La danza di Venere e le Pleiadi

Durante queste sere a cavallo tra Febbraio, Marzo e questo mese di Aprile avrete sicuramente notato una 'stella' molto luminosa e impossibile da mancare all'orizzonte occidentale dei nostri cieli. Anche se ci troviamo nel centro di una città, con inquinamento luminoso presente, questa 'stella' rimane sempre visibile.

La 'stella', anche se sembra brillare normalmente come le altre, non è in realtà una stella vera e propria, ma un pianeta, in particolare il nostro gemello Venere! 'Brilla' a causa della turbolenza atmosferica, che è sempre maggiore e presente nei suoi bassi strati, ed è l'oggetto più luminoso di tutto il cielo notturno, Luna esclusa naturalmente.


In questa stupenda foto, realizzata da Michele Brusa (che ringrazio molto per averla messa a disposizione) da Monzuno, possiamo vedere il pianeta stagliarsi netto nel cielo. Ma cosa abbiamo direttamente sopra di lui? Un'altro oggetto celeste decisamente famoso, le Pleiadi, anche note come le Sette Sorelle.

Anche se i due oggetti sembrano molto vicini dal nostro punto di vista, in realtà sono decisamente lontani tra loro. Venere dista attualmente da noi circa 172 milioni di km, e risplende nel cielo con magnitudine vicina a -4, che lo rende riconoscibile a tutti, anche per chi si è avvicinato da pochissimo all'astronomia. Le Pleiadi invece distano da noi la cifra di 443 anni luce, che trasformati in km ci forniscono l'enorme numero 4.19101408 × 10 elevato alla quindicesima! Due tra i più splendidi oggetti del cielo visuale notturno, così 'vicini' e allo stesso tempo così lontani tra loro, insieme.


Durante questi giorni, in particolare nella serata dell'11 Aprile (come possiamo vedere dalla carta stellare qui sopra, realizzata con il software Stellarium), il pianeta si avvicinerà molto a questo ammasso stellare, rendendo l'osservazione congiunta degli oggetti ancora più affascinante!

Cosa occorrerà, appunto, per osservare lo spettacolo? Basteranno in primis i nostri semplici occhi (se si osserva da un cielo non fortemente inquinato) e si potranno riconoscere le stelle principali dell'ammasso insieme al pianeta.
Con un binocolo, anche 10x50 o 7x35, la vista diventerà nettamente più emozionante, dato che si riusciranno a distinguere tutte le componenti delle Pleiadi, e saranno insieme a Venere nello stesso campo inquadrato. Questo è lo strumento che consiglio per godere al meglio dell'occasione.
Con un telescopio invece, potremo distinguere la fase del pianeta, ora illuminato di circa il 75%, mentre non potremo ingrandire troppo sull'ammasso stellare dato che è una vista che va apprezzata nella sua totalità.

Non riuscirete ad osservare la congiunzione durante questa occasione? Non preoccupatevi, dato che tornerà esattamente allo stesso modo tra 8 anni. Questo è il periodo che intercorre, naturalmente osservando dalla Terra, perché il nostro pianeta gemello si ritrovi approssimativamente nella stessa porzione di cielo (e in questo caso, parliamo di quando si troverà prossimo alle Pleiadi).
Il prossimo appuntamento davvero degno di nota sarà nel 2020, il 3 Aprile, quando Venere transiterà proprio all'interno dell'ammasso stellare, e come ha già fatto nel 2012, ad appunto 8 anni di distanza.


Nell'immagine sopra (realizzata con Stellarium) vediamo proprio questo evento, per come sarà in futuro. Mentre per avere una vista simile a quella che potremo osservare quest'anno, dovremo attendere appunto il 2023, o tornare indietro nel tempo al 2003.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

martedì 3 marzo 2015

Urano insieme a Venere (e Marte)

Poco tempo fa, intorno al 21 Febbraio, abbiamo avuto una congiunzione tra la Luna, Marte e Venere che probabilmente tutti ricorderete in quanto davvero stupenda alla vista. Nei prossimi giorni, rispettivamente il 4 e l'11 Marzo, non ci sarà il nostro satellite nel quadro delle osservazioni: al suo posto avremo il penultimo pianeta del sistema solare, l'acquamarina Urano!


Non è facile osservare questo remoto mondo nel periodo attuale. Siamo ben lontani dalla sua opposizione che sarà il 12 Ottobre alle 05:36 italiane per quest'anno, quindi le sue dimensioni apparenti dal nostro punto di vista sono davvero esigue. Potrete tutti fare un confronto se riuscirete, meteo permettendo, ad osservarlo insieme agli altri pianeti.

Come si può notare dall'immagine sottostante, i due saranno notevolmente diversi nell'aspetto e nella loro luminosità. Urano purtroppo non sarà visibile ad occhio nudo, in quanto la sua magnitudine si aggira a poco oltre quella massima possibile per i nostri occhi sotto cieli bui; avrete bisogno quindi di un binocolo, o meglio, di un telescopio, per poter osservare il distante mondo. Per avere un piccolo termine di paragone Venere è ad una distanza di circa 205 milioni di km, Marte a circa 335 milioni di km, mentre Urano è a 3 miliardi e 100 milioni di km di distanza da noi!


Stiamo quindi osservando tre oggetti differenti estremamente lontani tra loro. Questo ci fa capire in modo eloquente come Urano, che è un mondo dalle dimensioni (parlando del diametro) 4 volte superiori a quelle di Venere, ci appaia così piccolo e poco luminoso dal nostro punto di osservazione. Anche essendo un enorme pianeta, la sua distanza dalla nostra Terra è di circa 15 volte più grande rispetto a quella che ci separa dal nostro gemello nel Sistema Solare.

Sempre dalla seconda immagine, possiamo apprezzare anche un altro fattore, ovvero quello della loro estrema vicinanza nel cielo. Praticamente, i due pianeti saranno separati solamente da circa 5 primi d'arco (per un paragone la Luna piena si estende per circa 30 primi d'arco), quindi vicinissimi ed osservabili nello stesso campo visivo se non si eccede con gli ingrandimenti.

Quindi, per ricapitolare, uno dei due pianeti, Urano, non sarà visibile ad occhio nudo e necessiterà di strumenti ottici, meglio se un telescopio. Iniziate l'osservazione guardando verso occidente, ed utilizzando Venere come 'faro guida' vista la sua luminosità. Come orario di riferimento sempre per iniziare, prendete le 19:00/19:30, per circa 45 minuti di osservazione.

Pochi giorni dopo, ad una settimana di distanza dalla prima, avremo un'altra congiunzione sempre con Urano: questa volta il suo compagno sarà il pianeta rosso, Marte.


I due pianeti non saranno vicini come nella prima occasione, ma comunque ad una distanza di circa metà Luna piena l'uno dall'altro (riferimento nell'immagine qui sopra). E questa volta, la differenza cromatica sarà ancora più eclatante, in particolar modo con un telescopio! Si potrà distinguere chiaramente il piccolo e lontano mondo azzurro acquamarina dal pianeta di sabbie e terre rosse nostro vicino, decisamente uno spettacolo celeste affascinante.

Per osservare questa congiunzione valgono gli stessi orari e direzione dati riguardo alla prima. Tuttavia i due pianeti saranno più bassi sull'orizzonte di circa 5 gradi, quindi si avrà meno tempo per apprezzarla.

Potete anche tentarne la fotografia. Vi basterà avere una digitale (anche non reflex) con uno zoom ottico di almeno 10x/15x, impostare l'ISO a 200, e scattare una foto con tempo di esposizione di almeno 6 secondi. In questo modo eviterete l'effetto mosso, dovuto allo spostamento dei pianeti, e riuscirete allo stesso tempo a fotografare anche il debole gigante gassoso Urano.
Tutte le immagini sono state realizzate tramite il software freeware Stellarium.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

giovedì 19 febbraio 2015

Due congiunzioni in due giorni

Nei prossimi due giorni, il 20 ed il 21 Febbraio 2015, avremo la possibilità di ammirare un vero e proprio spettacolo all'orizzonte occidentale.

La Luna, il nostro satellite naturale, andrà ad incontrarsi con il rosso pianeta Marte, e il nostro gemello Venere in un quadretto decisamente suggestivo! 

In questa simulazione, creata con il software Stellarium, vediamo la situazione circa 45 minuti dopo il tramonto del 20 Febbraio, dove una luna illuminata al 4% (una falce molto sottile, ma comunque riconoscibile se il cielo sarà terso) sarà presente poco sotto alla coppia dei due pianeti, già visibili in modo eccellente al binocolo, nello stesso campo visivo!

Nelle due immagini seguenti vediamo la situazione 24 ore dopo, il 21 Febbraio, quando i due pianeti raggiungeranno la minima distanza tra loro, e la Luna sarà ormai sopra gli stessi.



Indicata dalla linea blu, nella seconda immagine, possiamo vedere quanto siano vicini Venere e Marte durante la sera del 21 Febbraio. Intorno ai 30 secondi d'arco, quindi saranno ottimamente visibili a bassi ingrandimenti nello stesso campo inquadrato sia con binocoli che con telescopi! Ma naturalmente, anche ad occhio nudo si potranno notare, circa 30/45 minuti dopo il tramonto, due piccole 'stelle' molto vicine verso occidente.

La più luminosa è il pianeta Venere, che brilla con magnitudine pari a -4, praticamente l'oggetto più luminoso di tutto il cielo escludendo la Luna e il Sole. La sua fase (ovvero la percentuale di superficie  a noi visibile) è pari all'88%. Marte invece è molto più debole, ed infatti diventerà visibile ad occhio nudo dopo il suo compagno di congiunzione, avendo magnitudine di +1.
Anche le distanze saranno nettamente differenti: Venere è a 1.42 Unità Astronomiche da noi (1 UA = 150 milioni di km), mentre Marte è a 2.19 UA dalla Terra. Aggiungendo il fatto che il pianeta rosso ha dimensioni pari a circa la metà di quelle di Venere, possiamo comprendere questa estesa differenza di luminosità nel nostro cielo.

Una curiosità finale, e se ci trovassimo su Marte, proprio allo stesso giorno? Vedremmo una stupenda congiunzione stretta tra la Terra e il suo gemello Venere!

Speriamo che il rover Curiosity, uno dei due che opera sulla sua superficie, riesca a catturare questa vista per noi!

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

venerdì 6 febbraio 2015

Giove all'opposizione 2015

Il Re del Sistema Solare torna, dopo circa 13 mesi, ad una nuova opposizione rispetto al nostro pianeta azzurro. Questo vuol dire che siamo nel mezzo del periodo migliore per la sua osservazione che, data la dimensione del gigante gassoso, può essere condotta sia ad occhio nudo sia con potenti telescopi.


L'immagine qui sopra, realizzata tramite il software Stellarium, mostra la posizione del pianeta al momento della sua opposizione, ovvero alle ore 19:00 italiane di oggi, 6 Febbraio.

Giove è un gigante gassoso, il più grande presente nel nostro sistema stellare, dal diametro di circa 143000 km (12 volte quello terrestre) ed un volume tale da inglobare circa 1400 pianeti che abbiano un volume pari al nostro! La sua massa è talmente elevata che il baricentro del sistema Sole-Giove cade all'esterno della stella, mentre per tutti i pianeti questo punto geometrico si trova all'interno della superficie solare. Inoltre, è stato dimostrato che se la sua massa fosse stata maggiore di circa 80 volte quella attuale, il gigante gassoso avrebbe raggiunto i requisiti di 'accensione' delle sue fornaci nucleari, trasformandosi così in una nana rossa, e rendendo il Sistema Solare un sistema binario, cambiando notevolmente e profondamente tutta l'evoluzione dello stesso.


In questa seconda immagine (Wikipedia) possiamo vedere disegnate in scala tutte le caratteristiche principali del pianeta: partendo dal nucleo più interno di roccia e ghiaccio, passando per strati e strati di idrogeno metallico, e per l'atmosfera composta da idrogeno ed elio fino ad arrivare al suo debolissimo sistema di anelli, causato probabilmente da materiale eiettato dalle lune Metis e Adrastea, a causa di impatti, che vengono trattenuti in un orbita circolare dall'intensa forza di gravità del pianeta. Sullo sfondo dell'immagine, possiamo vedere i quattro satelliti galileiani, nell'ordine: Io, Europa, Ganimede e Callisto.

Dopo questa doverosa introduzione sul pianeta, passiamo quindi a: "Cosa possiamo osservare?"
Con il nostro semplice occhio nudo Giove è la 'stella' più brillante del cielo, tuttavia a differenza delle stelle lui non brillerà e tremolerà nel cielo dato che essendo un pianeta risplende di sola luce riflessa e non di luce propria.
Con normali binocoli, potremo vedere i suoi quattro accompagnatori, ovvero i satelliti Medicei (Galileiani) poco prima elencati. Durante la notte della sua opposizione, questa quindi, saranno tutti allineati da un singolo lato, rendendoli proprio come dei valletti alla corte di un re. Sicuramente una delle viste più belle, quindi meteo permettendo, approfittatene!
Passiamo ai telescopi. Con quelli di circa 10/15 cm di diametro possiamo iniziare ad apprezzare le principali bande nuvolose del pianeta e la sua caratteristica più evidente: la Grande Macchia Rossa.


In questa eccellente foto, realizzata da Andrea Vanoni dal suo Osservatorio Vesta, possiamo notarla da poco emersa dal bordo sinistro del gigante gassoso! Questa tempesta enorme, grande poco più della nostra Terra, è una vasta zona anticiclonica presente nell'emisfero meridionale, decisamente impossibile da mancare. Sempre per la notte dell'opposizione, se osserverete Giove intorno alle 02:30 di notte, potrete vederla!

Naturalmente più saliremo con il diametro e la focale del vostro telescopio (la foto sopra è stata realizzata con un Meade da 12 pollici di diametro) più tanti e tanti dettagli emergeranno alla vista, come le strutture nelle varie fasce nuvolose, le tempeste che a volte si dipanano nella centrale fascia equatoriale, oppure qualche transito di ombre dei quattro galileiani che orbitano intorno al pianeta. Sempre nella foto appena sopra, possiamo apprezzare i satelliti Io e Ganimede.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

domenica 25 gennaio 2015

Il transito ravvicinato dell'asteroide 2004 BL86

Durante la sera e la notte di domani, un asteroide di circa 500 metri di lunghezza, passerà vicino (in termini spaziali) al nostro pianeta Terra. Il suo nome, la sua classificazione, è 2004 BL86, che ci indica anche il suo anno di scoperta, il 2004 appunto, ad opera del progetto LINEAR (LIncoln Near Earth Asteroid Research).

Infatti, questo corpo celeste minore, è un NEO, acronimo che sta appunto per Near Earth Object, una classe di oggetti che comprende asteroidi, comete e meteoroidi. Vengono costantemente monitorati, per quanto è possibile dalle nostre attrezzature disponibili al momento, dato il possibile rischio di impatto con il nostro pianeta. In questo caso, 2004 BL86, transiterà a circa 3 distanze lunari dalla Terra, quindi a circa 1,2 milioni di km: una distanza sicuramente sulla soglia di attenzione, ma che non desta alcuna preoccupazione.


Nell'immagine appena sopra (©NASA/JPL Near-Earth Object Program Office), possiamo vedere in scala, l'effettiva distanza minima che raggiungerà l'asteroide 2004 BL86. Il punto di massimo avvicinamento si avrà alle 17:00 italiane di domani, e quindi sarà posizionato perfettamente per una osservazione serale/notturna dal nostro paese.

Infatti, l'astrofisico Gianluca Masi, con il suo Virtual Telescope Project, provvederà a fornire immagini in tempo reale del transito di questo corpo minore. http://www.virtualtelescope.eu/webtv/
Un altro feed online sarà quello di Slooh.com. http://live.slooh.com/stadium/live/large-asteroid-2004-bl86-makes-its-close-approach-live

Non abbiamo immagini dettagliate di questo asteroide, anzi, non ne abbiamo affatto. Per questo la NASA, con il suo radiotelescopio di Goldstone insieme all'enorme osservatorio radioastronomico di Arecibo, a Puerto Rico, osserveranno tramite microonde questo corpo celeste, tentando di crearne una mappa radar che ci possa fornire il suo aspetto approssimativo esteriore. Inutile dire che siamo tutti in attesa di tali immagini, che ci faranno conoscere visivamente, per la prima volta, un altro abitante del nostro Sistema Solare.

Da Terra, però, cosa riusciremo a vedere? E soprattutto con quali strumentazioni? Intanto, ecco una mappa (©NASA/JPL Near-Earth Object Program Office) che mostra il suo percorso (in orario UTC, dovete aggiungere un'ora per ottenere l'ora italiana) durante la serata di domani.

Come possiamo facilmente notare, il suo moto relativo sarà elevato rispetto alle stelle che rimarranno 'di sfondo'. Nel momento di sua massima illuminazione, 2004 BL86 avrà una luminosità che lo pone intorno alla nona magnitudine, quindi sarà osservabile senza problemi da chi ha telescopi con almeno 15 cm di specchio, ma anche tramite buoni e potenti binocoli se si osserva da cieli bui. Cercate di prendere riferimenti tramite le mappe stellari per orientarvi ed identificarlo.

Sul mio canale Twitter @AstroPratica, e anche sul canale Facebook effettuerò un LIVEstream dove con le immagini in aggiornamento reperite online, seguiremo durante la sera fino alla mezzanotte lo spostamento di questo asteroide lungo la volta celeste.

Buone osservazioni a tutti.
G. Petricca

mercoledì 21 gennaio 2015

Un primissimo sguardo al pianeta nano Cerere!

Proprio ieri sono state rilasciate, dalla NASA, le prime immagini di uno degli ultimi 'mondi' sconosciuti del nostro Sistema Solare: il pianeta nano Cerere! Sono state scattate dalla sonda Dawn, lanciata nel 2007, e che finora ci ha fornito le foto più dettagliate di un altro corpo minore, Vesta, che ha visitato tra il 2011 ed il 2012.

Non sono ancora ad alta risoluzione, visto che la sonda impiegherà ancora due mesi per raggiungere un'orbita più consona a questo tipo di riprese, ma sicuramente ci invogliano a saperne di più. Ecco una primissima animazione della rotazione del pianeta, presa da una distanza di circa 380000 km. (© NASA/Dawn)

Nelle camere della sonda Dawn, Cerere non è più grande di 27 pixel, ma già ora la sua risoluzione fotografica ha quasi eguagliato quella del telescopio spaziale orbitante Hubble. Quindi, per i prossimi mesi, inizieremo ad avere immagini via via più dettagliate, che ci aiuteranno a fare luce su questo piccolo mondo.

Cerere infatti è il corpo più grande dell'intera Fascia degli Asteroidi, che come sappiamo è compresa tra le orbite di Marte e Giove, ed è probabilmente il risultato della totale disgregazione di piccoli protopianeti che si formarono agli albori del nostro Sistema Solare, letteralmente fatti 'in mille pezzi' dalle perturbazioni gravitazionali del gigante gassoso maggiore del Sistema stesso.
E' composto prevalentemente da ghiaccio e roccia, e da solo contiene un terzo dell'intera massa della Fascia degli Asteroidi; ha un diametro di circa 950 Km ed in questa immagine potete vederne una comparazione con la Terra e la nostra Luna.

Questo corpo celeste è stato scoperto nel 1801, da un astronomo Italiano, Giuseppe Piazzi, anche se la sua esistenza era stata ipotizzata da Johann Elert Bode, alla fine del 1700. Cerere è il nome della dea romana dell'agricoltura, e questo è il nome adottato ufficialmente. Una curiosità è che in greco, data la differente nomenclatura delle divinità, lo stesso corpo è chiamato Demetra, la dea greca del grano e dell'agricoltura.

Tornando alle immagini, ecco un paragone (©NASA/Hubble/Dawn/UniverseToday) tra uno scatto in falsi colori preso da Hubble, e un frame dell'animazione superiore preso dalla sonda automatica Dawn:

In entrambe possiamo riconoscere una caratteristica evidente, ovvero una 'piccola' macchia più bianca sulla superficie del pianeta nano.
Per ora cosa sia e il perchè sia così luminosa rimane un mistero, ma che riusciremo a chiarire nei prossimi mesi, quando avremo immagini più dettagliate della sua superficie. Tuttavia rimane la 'feature' più luminosa del corpo celeste, che sta facendo incuriosire scienziati ed appassionati di tutto il mondo. Per ora, gli studi preliminari indicano una superficie decisamente craterizzata, anche se ci sono ipotesi che Cerere possa avere una tenue atmosfera.

Andiamo alla conclusione dell'articolo con una foto elaborata, alla migliore risoluzione possibile da questa distanza, del pianeta nano stesso. (©NASA/Dawn)
Si riescono a distinguere strutture che possono essere catene montuose, insieme ad un grande cratere in basso a destra, vicino alla linea del terminatore (la linea che divide ombra e luce su un corpo celeste). La massa di Cerere inoltre gli permette di avere una forma sferica, in equilibrio idrostatico (un bilanciamento tra la forza di gradiente -forza generata dalla differenza di pressione attraverso una superficie- e la forza di gravità), e proprio questo criterio è il discriminante tra la classificazione dei pianeti nani e quella dei corpi minori del Sistema Solare.

Cerere può essere osservato anche dalla Terra, e il momento migliore è naturalmente alla sua opposizione, quando è più vicino al nostro pianeta. In queste occasioni risplende con una magnitudine di circa +6.5, il che lo rende purtroppo invisibile ad occhio nudo, a meno che non si osservi da un cielo davvero molto buio. Tuttavia è rintracciabile sia con binocoli che con piccoli telescopi: per quest'anno il momento migliore sarà centrato in due o tre settimane intorno al 25 Luglio, giorno della sua opposizione. E la sonda Dawn sarà già in orbita al pianeta, per osservarlo del dettaglio più piccolo, da ormai 4/5 mesi.

G. Petricca