Lightbox Effect

martedì 10 marzo 2015

Eclisse Parziale di Sole - 20 Marzo 2015 - 1° Parte

Un’Eclisse di Sole è sempre un fenomeno affascinante, che ha attirato l’attenzione della razza umana sin dai tempi antichi, quando non avevamo ancora le conoscenze per capire fino in fondo tutti i meccanismi di questo stupendo fenomeno celeste.

Oggi, con il progresso tecnologico e scientifico, possiamo predire con precisione le Eclissi (che siano di Sole o di Luna) e quindi prepararci alla loro osservazione per tempo, seguendo alcuni accorgimenti per la nostra sicurezza e avendo a disposizione tutte le informazioni necessarie.

Di seguito vi è la mappa che illustra l’Eclisse prevista per il 20 Marzo 2015, Equinozio di Primavera, realizzata da Fred Espenak, NASA GSFC - http://eclipse.gsfc.nasa.gov/ dove l’Italia è stata evidenziata in rosso.



Di seguito si fornirà un aiuto interpretativo alla stessa, che può risultare ostica a chi la osserva per la prima volta.

Gli orari indicati sono tutti in TU (Tempo Universale) quindi per ottenere l’orario italiano bisognerà aggiungere un’ora. Vedete gli stessi posizionati su delle linee verdi trasversali: queste linee rappresentano l’orario al quale l’Eclisse sarà nella sua fase massima, ovvero quando la Luna oscurerà la superficie maggiore di Sole in quella determinata posizione (lungo tutta la linea).
Le linee azzurro chiaro, che incrociano le precedenti, indicano la frazione del diametro del Sole eclissato da parte della Luna, indicata con valori espressi in numeri decimali: con un valore pari o superiore ad 1.00 si avrà una Eclisse Totale, mentre con valori sotto lo 0.00 non si avrà alcuna Eclisse.

Avendo a disposizione queste due informazioni, possiamo già leggere la mappa. Ecco un esempio illustrativo: prendiamo l’incrocio tra la linea verde scuro delle 09:30 UT e la linea azzurro chiaro del valore 0.60. La loro intersezione cade poco a sud di Roma, nel Mar Tirreno, e se un ipotetico osservatore si trovasse in quel punto, vedrebbe, alle 10:30 italiane il picco dell’Eclisse Parziale con il diametro solare eclissato di un valore pari al 60% dello stesso.

Per concludere l’interpretazione della carta, le linee blu scuro mostrano dove l’Eclisse di Sole sarà Totale, ovvero con una copertura del 100% del disco solare da parte della Luna. Con la scritta ‘Greatest Eclipse’ si indica il punto nel quale la fase totale durerà più a lungo, in questo caso, per essere precisi, 2 minuti e 47 secondi.
Le linee viola invece indicano la porzione della Terra nella quale l’Eclisse sarà visibile all’alba o al tramonto, mentre il punto denominato ‘Sub Solar’, posizionato in Africa per questa occasione, indica il luogo dove il Sole sarà perfettamente allo zenith, ovvero a 90 gradi di elevazione dall’orizzonte rispetto alla sua posizione; per usare termini comuni: “proprio sulla testa dell’osservatore”.


Come possiamo vedere, le uniche terre emerse lungo il percorso della totalità sono le Isole Fær Øer, in pieno Oceano Atlantico e l’arcipelago delle Isole Svalbard, nel Mar Glaciale Artico. Entrambe sono posizioni perfette per l’osservazione della totalità, tuttavia difficili da raggiungere per chi non ha i mezzi economici o tempo a sufficienza. La prossima eclisse visibile dall’Italia, nel 2026 (a meno di non recarsi nella posizione migliore a Reykjavík) sarà osservabile al tramonto anche dal nord della Spagna, sicuramente una destinazione nettamente più vicina.

Per chi comunque volesse tentare una velocissima e last-minute prenotazione aerea, do qualche consiglio. Le Isole Svalbard sono raggiungibili solamente tramite la compagnia Scandinavian Airlines (SAS), con partenza da Oslo, in Norvegia, una sola volta al giorno, con scalo a Tromsø. Nella capitale, Longyearbyen, troverete vari hotel o altri accomodamenti nei quali forse rimangono ancora stanza libere. Affrettatevi però, dato che saranno con tutta probabilità prenotate molto presto.
Per le Isole Fær Øer, mi sento di consigliare tre di vari modi possibili per raggiungerle: via aerea da Copenhagen, in Danimarca; via nave dalle Isole scozzesi Shetland o via aerea sempre da Oslo, in Norvegia. Anche qui meglio affrettarsi, perché con sicurezza, i pochi posti disponibili sono probabilmente in rapido esaurimento.

I più fortunati invece avranno a disposizione dei jet privati, messi a disposizione da varie compagnie e ormai fully booked da mesi, che seguiranno, decollando dalla capitale delle Fær Øer o dalle Svalbard, l’Eclisse Totale mentre la sua traccia si muove lungo la superficie terrestre. Sicuramente una esperienza affascinante, seppur molto dispendiosa.

Dopo aver trattato la mappa emisferica, con le condizioni generali dell’Eclisse di Sole sul continente, passiamo quindi a quello che sarà possibile osservare in Italia. Grazie a questa sovrapposizione realizzata con Google MapsTM con le linee di riferimento a cura di Xavier M. Jubier e le simulazioni realizzate dallo UK Nautical Almanac Office, Hydrographic Office (UKHO) http://astro.ukho.gov.uk/, possiamo ingrandire e studiare più da vicino la situazione sul nostro paese.




In ognuno dei sei piccoli riquadri è rappresentato il momento di massima eclisse per alcune città del paese, prese a mo’ di esempio come riferimento di cosa sarà possibile osservare, in termini di copertura del Sole da parte della Luna, dalle zone circostanti alle stesse. Ci sarà una descrizione più dettagliata e più approfondita, località per località, più avanti nel testo.

Dato che come abbiamo già introdotto, si avrà il massimo dell’Eclisse nel Nord Atlantico, naturalmente, più ci si troverà verso il Nord Italia e più il Sole sarà oscurato. Possiamo infatti notare la differenza tra Catania, dove la percentuale di copertura sarà di poco sotto il 40% del disco solare, e Milano, dove invece si arriverà ad un oscuramento pari a circa il 65%.
La chiave di lettura di questa seconda mappa è la stessa della prima. Le linee in blu mostrano la frazione del diametro del Sole eclissato da parte della Luna in valori decimali mentre le linee viola indicano l’ora italiana nella quale si avrà il massimo dell’Eclisse in quella specifica posizione.

Questa volta a differenza dell’Eclisse Parziale del 2011, dove la stessa era per noi iniziata prima dell’alba, avremo in tutta comodità una ottima osservazione: infatti come si può leggere dagli orari, la stella sarà già sufficientemente alta nel cielo per poter avere, naturalmente sperando in un meteo collaborativo, una perfetta vista del fenomeno.

Nelle pagine seguenti saranno inseriti alcuni diagrammi ed una tabella che forniranno le informazioni sulla copertura della superficie solare e gli orari di osservazione dell’Eclisse.
Le località selezionate verranno mostrate in ordine alfabetico. Purtroppo non ho la possibilità di inserirne molte, in quanto questo scritto risulterebbe poi davvero troppo esteso, quindi ho scelto 8 località sparse lungo la nazione che sono rappresentative della propria zona. In ordine: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Milano, Napoli, Roma e Trieste. Ad esempio, se ci si troverà tra Napoli e Roma come luogo di osservazione, ci si potrà aspettare una copertura leggermente maggiore di quella del capoluogo partenopeo e allo stesso tempo minore di quella della capitale. Gli orari sono in Tempo Universale (TU) quindi bisogna aggiungere un’ora per ottenere l’orario italiano.

Nella tabella che invece seguirà tutte le grafiche (a cura dello UK Nautical Almanac Office, Hydrographic Office (UKHO) http://astro.ukho.gov.uk/) saranno mostrati i tempi di inizio, massimo e fine eclisse, oltre alla percentuale di copertura del disco solare per molte più località d’Italia, in quanto l’aspetto generale sarà più compatto e poco dispersivo.










Nella seconda parte dell'articolo, che arriverà tra una settimana, avremo come anticipato la tabella (con ora italiana) nella quale sono elencati gli orari di inizio, massimo e fine dell'Eclisse per più di 100 località del paese, insieme alla copertura massima in percentuale del disco solare. Inoltre, i consigli per la sicura osservazione di tutto l'evento astronomico.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

lunedì 9 marzo 2015

Transiti ISS & Tiangong-1 - Marzo 2015

Appuntamento mensile con la rubrica che si occuperà di descrivere e fornire informazioni riguardo i passaggi visibili più importanti di due tra le più grandi opere ingegneristiche dell'uomo!

Sto parlando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), è una stazione spaziale dedicata alla ricerca scientifica che si trova in orbita terrestre bassa, gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali. Viene mantenuta ad un'orbita compresa tra i 278 km e i 460 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27743,8 km/h, completando 15,7 orbite al giorno, in poco più di 90 minuti ad orbita. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000; l'equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, variando da due a sei astronauti o cosmonauti.


La Tiangong-1 invece, è la prima Stazione Spaziale Cinese. La messa in orbita originariamente pianificata per la fine del 2010, è stata successivamente posticipata al 2011. Pensata e costruita come laboratorio-test per esperimenti e docking delle varie navette Shenzhou che la visiteranno nel corso dei due anni di vita programmata, essa fa parte del ben più ampio Progetto 921-2 che vuole vedere la Cina avere nello spazio una stazione orbitante da 20 tonnellate (su modello della vecchia Mir Russa) entro il 2022 e in Tiangong un modulo di rifornimento.
 

Qui di seguito quindi, trovate il file PDF con tutte le informazioni necessarie! Tutti i passaggi da magnitudine -1.0 in giù per la ISS e i più luminosi per la Tiangong-1 sul nostro paese. Potete scaricarlo e tenerlo sul vostro pc, o stamparlo per averlo sempre a portata di mano. La formattazione è stata pensata anche per i cellulari e tablet, in modo da raggiungere la diffusione e comodità di utilizzo più alta possibile.

http://www.mediafire.com/view/5a9rr7pkheagwgj/Transiti_ISS_Marzo_2015.pdf

Qui di seguito invece, trovate le immagini per ogni singola pagina, se non volete scaricare il file ed usare questo articolo come referenza. Gli avvisi al minuto sono presenti sul canale Twitter @AstroPratica (che potete trovare e 'followare' sulla destra della pagina) e sul canale Facebook AstroPratica con messaggi dedicati.


martedì 3 marzo 2015

Urano insieme a Venere (e Marte)

Poco tempo fa, intorno al 21 Febbraio, abbiamo avuto una congiunzione tra la Luna, Marte e Venere che probabilmente tutti ricorderete in quanto davvero stupenda alla vista. Nei prossimi giorni, rispettivamente il 4 e l'11 Marzo, non ci sarà il nostro satellite nel quadro delle osservazioni: al suo posto avremo il penultimo pianeta del sistema solare, l'acquamarina Urano!


Non è facile osservare questo remoto mondo nel periodo attuale. Siamo ben lontani dalla sua opposizione che sarà il 12 Ottobre alle 05:36 italiane per quest'anno, quindi le sue dimensioni apparenti dal nostro punto di vista sono davvero esigue. Potrete tutti fare un confronto se riuscirete, meteo permettendo, ad osservarlo insieme agli altri pianeti.

Come si può notare dall'immagine sottostante, i due saranno notevolmente diversi nell'aspetto e nella loro luminosità. Urano purtroppo non sarà visibile ad occhio nudo, in quanto la sua magnitudine si aggira a poco oltre quella massima possibile per i nostri occhi sotto cieli bui; avrete bisogno quindi di un binocolo, o meglio, di un telescopio, per poter osservare il distante mondo. Per avere un piccolo termine di paragone Venere è ad una distanza di circa 205 milioni di km, Marte a circa 335 milioni di km, mentre Urano è a 3 miliardi e 100 milioni di km di distanza da noi!


Stiamo quindi osservando tre oggetti differenti estremamente lontani tra loro. Questo ci fa capire in modo eloquente come Urano, che è un mondo dalle dimensioni (parlando del diametro) 4 volte superiori a quelle di Venere, ci appaia così piccolo e poco luminoso dal nostro punto di osservazione. Anche essendo un enorme pianeta, la sua distanza dalla nostra Terra è di circa 15 volte più grande rispetto a quella che ci separa dal nostro gemello nel Sistema Solare.

Sempre dalla seconda immagine, possiamo apprezzare anche un altro fattore, ovvero quello della loro estrema vicinanza nel cielo. Praticamente, i due pianeti saranno separati solamente da circa 5 primi d'arco (per un paragone la Luna piena si estende per circa 30 primi d'arco), quindi vicinissimi ed osservabili nello stesso campo visivo se non si eccede con gli ingrandimenti.

Quindi, per ricapitolare, uno dei due pianeti, Urano, non sarà visibile ad occhio nudo e necessiterà di strumenti ottici, meglio se un telescopio. Iniziate l'osservazione guardando verso occidente, ed utilizzando Venere come 'faro guida' vista la sua luminosità. Come orario di riferimento sempre per iniziare, prendete le 19:00/19:30, per circa 45 minuti di osservazione.

Pochi giorni dopo, ad una settimana di distanza dalla prima, avremo un'altra congiunzione sempre con Urano: questa volta il suo compagno sarà il pianeta rosso, Marte.


I due pianeti non saranno vicini come nella prima occasione, ma comunque ad una distanza di circa metà Luna piena l'uno dall'altro (riferimento nell'immagine qui sopra). E questa volta, la differenza cromatica sarà ancora più eclatante, in particolar modo con un telescopio! Si potrà distinguere chiaramente il piccolo e lontano mondo azzurro acquamarina dal pianeta di sabbie e terre rosse nostro vicino, decisamente uno spettacolo celeste affascinante.

Per osservare questa congiunzione valgono gli stessi orari e direzione dati riguardo alla prima. Tuttavia i due pianeti saranno più bassi sull'orizzonte di circa 5 gradi, quindi si avrà meno tempo per apprezzarla.

Potete anche tentarne la fotografia. Vi basterà avere una digitale (anche non reflex) con uno zoom ottico di almeno 10x/15x, impostare l'ISO a 200, e scattare una foto con tempo di esposizione di almeno 6 secondi. In questo modo eviterete l'effetto mosso, dovuto allo spostamento dei pianeti, e riuscirete allo stesso tempo a fotografare anche il debole gigante gassoso Urano.
Tutte le immagini sono state realizzate tramite il software freeware Stellarium.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

lunedì 2 marzo 2015

[Aggiornamento] Una (possibile) cometa dopo il tramonto

[Aggiornamento]:

Ecco una mappa della traiettoria prevista della cometa C/2015 D1 SOHO nel cielo serale.


La carta stellare è stata realizzata tramite il software Stellarium, con i primi dati orbitali dedotti dalla sonda SOHO e dalle prime osservazioni terrestri. L'orario di riferimento, come indicato, sono le 8 di sera italiane, per il periodo che va dal 1° al 15 Marzo, come indicato. Ho inserito anche, nell'angolo in alto a sinistra, la stima della curva di magnitudine (ovvero la sua luminosità) della cometa, e come potete osservare, questa è prevista in rapida diminuzione nel corso di questi 15 giorni. Quindi, affrettatevi nella sua osservazione.

Parlando proprio di questo, saranno necessari dei telescopi, con almeno 150 mm di lenti o specchi. Si avranno migliori opportunità anche nella fotografia del profondo cielo, se si possiede l'attrezzatura adatta. Purtroppo non sarà visibile ad occhio nudo, data la sua condizione di assenza totale di un nucleo e il fatto che si sta sempre più allontanando dal Sole.

In conclusione, ecco una immagine della stessa, a cura dell'astrofotografo Michael Jäger, dove possiamo notare qualcosa di affascinante: a quanto pare non esiste un nucleo centrale dal quale si diffondono polveri e gas, come avviene di solito, ma semplicemente una nube amorfa e oblunga composta dagli stessi materiali! La prima fotografia è in bianco e nero, mentre la seconda inserisce del colore, ma la vista rimane comunque spettacolare.


Quello che possiamo ipotizzare sia successo, a meno di future smentite naturalmente, è che l'intensa gravità e l'intenso calore dovuti al transito ravvicinato con il Sole abbiano completamente disgregato e distrutto il piccolo nucleo della cometa ‪C/2015 D1‬ SOHO e tutto ciò che ne rimane è appunto qui sotto forma di questa nube di polveri e gas che probabilmente pian piano si disperderà nello spazio.

[Articolo Originale]:

Pochi giorni fa, il 18 Febbraio scorso per essere precisi, Karl Battams aveva annunciato su Twitter la scoperta di una piccola cometa 'sungrazer' (ne abbiamo parlato nei nostri canali Facebook e Twitter), ovvero quelle comete che hanno il perielio molto vicino alla nostra stella. Molte volte, proprio data questa prossimità, le forze gravitazionali e l'intenso calore del Sole ne causano la completa distruzione. Questa volta tuttavia, non è accaduto.


In questa composizione, realizzata a partire dalle immagini della sonda di osservazione solare SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory - NASA/ESA) da Barbara Thompson, possiamo vedere il piccolo corpo celeste arrivare al perielio della sua orbita, il punto più vicino al Sole, a circa 2.2 milioni di km dalla stella. La cometa C/2015 D1 (SOHO) è apparentemente sopravvissuta intatta a questo transito ravvicinato. 

Questa cometa è particolare anche per un altro fattore: non appartiene a nessun gruppo di comete conosciuto quindi è una 'solitaria' che vaga indisturbata nel nostro Sistema Solare. Questo satellite (in particolare il suo strumento LASCO - Large Angle and Spectrometric COronagraph) ci da la possibilità di osservare queste piccole comete e grazie ad esso se ne scoprono circa 200 all'anno, in media.

La sonda SOHO si trova al punto lagrangiano L1, che forse ricorderete dato che lo abbiamo nominato recentemente. Infatti questa posizione (ma naturalmente su un'orbita differente) è la destinazione del nuovo satellite DSCOVR, che la raggiungerà in poco più di 90 giorni ancora.

In questo video possiamo apprezzare il suo transito ravvicinato alla nostra stella, dal punto di vista della sonda stessa. E' praticamente impossibile non riuscire a vederla, in particolare nella seconda parte del video.

Potete notare come, verso la fine dell'animazione, la piccola cometa inizi a sviluppare una debole coda, e questo ha destato un sicuro interesse in tutti gli astronomi. E' possibile infatti che la stessa si renderà visibile, probabilmente con binocoli o meglio in fotografie a lunga posa tramite telescopi, durante le sere delle prossime settimane. Purtroppo la sua estrema vicinanza alla stella farà si che per questi prossimi giorni la stessa sarà immersa totalmente nelle luci del tramonto, e quindi invisibile ad occhio nudo. Si avranno maggiori possibilità in futuro.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

domenica 1 marzo 2015

L'Eclisse di Sole: la storia e il perché dell'evento

Tutti abbiamo sentito parlare delle Eclissi. Che siano di Sole o di Luna in qualche modo ce ne è arrivata voce. In questo articolo tratteremo brevemente la storia delle loro osservazioni, e quindi andremo a capire in che modo queste si verifichino.

Iniziamo quindi con la prima fotografia in assoluto -esposta correttamente- di una Eclisse Totale di Sole, ripresa da Berkowski, che ebbe l'opportunità di osservarla e riprenderla proprio nella fascia della totalità, dall'Osservatorio Reale di Königsberg, in quella che allora era la Prussia (ora Kaliningrad, Russia). Venne posizionato un piccolo rifrattore di 60 mm di diametro accanto al grande Eliometro di Fraunhofer dell'osservatorio, e venne ripresa una esposizione su lastra di 84 secondi. Qui sotto potete vederne il risultato, e ricordate, eravamo al 28 Luglio 1851.

Il processo con cui è stata ottenuta questa immagine, che mostra il disco solare appena oscurato completamente da quello lunare, si definisce dagherrotipia. Era un processo che forniva un'unica copia positiva, non riproducibile, su un supporto in argento o rame argentato, in camera oscura, mediante esposizione a vapori di sodio.

Possiamo quindi capire la difficoltà che si aveva un tempo nel voler fotografare un fenomeno del genere. E nonostante questo. osservate: si notano delle protuberanze solari, si nota che il disco lunare non è una perfetta linea circolare, a testimonianza delle valli e montagne che si intravedono anche osservandola con un semplice binocolo, e si nota la corona solare (la zona più esterna dell'atmosfera solare), che emerge naturalmente sempre durante una Eclisse Totale.

Le Eclissi hanno sempre suscitato emozioni nel genere umano, chi le temeva e ne annunciava l'arrivo come portatrici di sventura, e chi invece ne rimaneva affascinato. Lo storico greco Erodoto scrisse che Talete di Mileto aveva predetto una Eclisse Totale di Sole nel mezzo della guerra tra la Media e la Lidia: come risultato del fenomeno astronomico sembra che entrambi gli eserciti abbiano deposto le armi e accordato una pace tra i loro regni. Esistono testimonianze di osservazione storiche di Eclissi anche dalla Cina, dall'India e da molti altri luoghi nel mondo.
La prima volta che fu possibile osservarne una con un telescopio risale al 1706, mentre nove anni dopo, l'astronomo inglese Edmund Halley riuscì ad osservare con successo quella del 3 Maggio 1715.

Ma, praticamente, come avviene una Eclisse di Sole? Aiutiamoci con la grafica qui sotto.

Una Eclisse di Sole avviene quando, da specifiche posizioni sulla Terra, il nostro satellite naturale, la Luna, si frappone tra il Sole e la Terra stessa. Come vediamo infatti nell'immagine, la luce solare viene bloccata completamente dalla Luna in una ristretta zona del pianeta (indicata come Umbra, ovvero Ombra, dove si avrà una Eclisse Totale) mentre in una zona molto più vasta circostante l'Eclisse sarà parziale (indicata con Penumbra, ovvero Penombra).

Se si ha la fortuna di trovarsi, o di poter viaggiare, fino alla zona della totalità, lo spettacolo è decisamente garantito! A dimostrazione, ecco una fotografia scattata da Luc Viatour durante l'Eclisse del 1999 in Francia.

La Luna blocca completamente il disco del Sole, mentre quelle che vediamo in rosso/violetto sono le prominenze (o protuberanze) solari, getti di plasma incandescente che si levano dalla superficie della stella seguendo le linee di campo magnetico. L'aura biancastra ed evanescente che si nota è proprio la corona solare di cui si era parlato in precedenza.

Una Eclisse può essere suddivisa in varie fasi, eccole di seguito, con un'altra immagine di Luc Viatour che illustra praticamente quelle centrali:

  • Primo contatto esterno: il profilo della Luna è tangente esternamente al bordo del Sole.
  • Primo contatto interno: il profilo lunare è tangente internamente a quello solare; inizia la totalità.
  • Totalità: è chiamata anche fase massima o di massimo oscuramento della luce del Sole.
  • Secondo contatto interno: termina la totalità.
  • Secondo contatto esterno: il profilo lunare è tangente esternamente al disco del Sole; termine dell'eclissi.

Proseguiamo la trattazione elencando i vari tipi di Eclissi di Sole: abbiamo l'Eclisse Totale e quella Parziale, che sono state affrontate poco fa. Ma abbiamo anche l'Eclisse Anulare e l'Eclisse Ibrida. Cosa sono queste ultime?

Una Eclisse Anulare avviene quando la Luna non riesce completamente a bloccare il disco solare. Ci chiederemo come mai accade questo, e la risposta è da ricercarsi nel fatto che l'orbita del nostro satellite naturale non è completamente circolare, ma ellittica. E, quando abbiamo una Eclisse nel momento in cui la Luna è nel punto più distante dal nostro pianeta (apogeo), il suo diametro angolare è più piccolo di quello del Sole. Rimane quindi una sottile striscia di superficie stellare che è ancora visibile, che viene volgarmente denominato 'anello di fuoco'. Qui un esempio

Una Eclisse Ibrida invece è un fenomeno molto raro. Sempre per questioni riguardanti l'orbita della Luna e la rotazione della Terra, si ha che il nostro satellite riesce a coprire totalmente il Sole solo nel momento di massima eclisse e solo da una determinata posizione sul pianeta, che è allineata perfettamente a questi due oggetti celesti. Quindi, in pratica, per quella posizione, l'Eclisse inizia come Anulare, nel momento di massimo diviene Totale, e poi torna ad essere Anulare. 

Concludo con l'informazione che ormai saprete tutti, riguardante il fatto che il prossimo 20 Marzo sarà visibile dall'Italia una Eclisse Parziale di Sole. Ce ne occuperemo in altri due articoli durante il mese iniziato oggi, ma in anticipo, ecco il link ad un file .pdf da me realizzato, con tutte le informazioni necessarie per la sua osservazione.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca