Lightbox Effect

sabato 16 novembre 2013

La ISON si 'accende'!

Un veloce aggiornamento sulla Cometa ISON, di cui si parla molto, specialmente con l'arrivo delle prime fotografie ad alta risoluzione dell'oggetto, mentre lo stesso viaggia spedito verso il suo perielio (punto più vicino al nostro Sole) che si avrà il 28 Novembre, quindi tra poco più di dieci giorni.

(© Juanjo Gonzalez)

Ma veniamo al titolo dell'articolo, grazie all'immagine appena postata qui sopra. La cometa nelle ultime due settimane è diventata nettamente più luminosa, come potete vedere facilmente confrontando le quattro immagini del mosaico.
Inoltre, negli ultimi due giorni si è avuto un 'burst' di materiale cometario dalla sua superficie, che ha portato un ulteriore incremento di luminosità, arrivando alla soglia della visibilità ad occhio nudo sotto cieli bui (che viene posta alla magnitudine +6.0). Ho condotto personalmente un'osservazione stamattina, e difatti da un cielo suburbano risulta ancora invisibile all'occhio umano, ma è sicuramente presente in fotografia, come testimonia questo mio scatto, effettuato con una semplice compatta bridge non reflex:


Qui troverete una versione ad Alta Risoluzione.
Ovviamente, dato il metodo di ripresa, la cometa è quasi impercettibile, ma è lì ed è ben attiva!
Tuttavia, ci sono alcuni esperti che pensano che questo burst sia un po' "l'inizio della fine" per l'astro: alcuni la paragonano infatti alla Cometa LINEAR (C/1999 S4). Nel 2000 questa cometa si disintegrò completamente mentre avanzava verso il Sole, e la rottura del nucleo cometario avvenne proprio in seguito ad un burst simile a quello visto ora sulla ISON. Questo però non vuol dire, con sicurezza, che la cometa si disintegrerà, è solamente una delle possibilità che abbiamo nel nostro mazzo. Dobbiamo aspettare e continuare a monitorare la sua condizione.

Tornando al discorso iniziale, questi sono i giorni nei quali si avranno le migliori occasioni per osservarla, sia con binocoli che con piccoli telescopi, dato che si ha circa un'ora e mezza di tempo prima che la luce del Sole che sorge arrivi a farla sparire. Si trova nella costellazione della Vergine, a poca distanza dalla stella principale Spica. La direzione nella quale osservare è Est, ad un'altezza di circa 10/20° sull'orizzonte (in diminuzione per ogni giorno che passa a partire da oggi).
E il fotografo professionista Damian Peach, dal suo osservatorio, certamente non si è fatto attendere, portandoci la foto più spettacolare e dettagliata (finora) della Cometa ISON, che in seguito al burst ha assunto un aspetto davvero stupendo!
(© Damian Peach)

G. Petricca

martedì 12 novembre 2013

Un Saturno... come non l'avete mai visto!

Probabilmente si è sentita tante volte questa frase, ma ogni volta che personalmente vedo uno scatto del genere della sonda Cassini, non posso fare a meno di ripeterla, ancora una volta!
Lasciamo spazio direttamente all'immagine, che merita tutta la nostra attenzione e tutta la nostra meraviglia:

(© NASA - JPL - Cassini Team - Qui la versione FullRes)

Questa si che è una foto del pianeta Saturno!
Per realizzarla i tecnici della sonda Cassini (che orbita intorno al pianeta dal 2004, e che finora ci ha restituito le immagini più spettacolari del Signore degli Anelli, oltre che al primo studio approfondito sulla sua luna più grande, Titano), hanno atteso il momento nel quale, durante la sua orbita, la sonda fosse perfettamente allineata con il pianeta e il Sole, che risulta schermato da Saturno stesso.

Per comporre questo mosaico sono state utilizzate 323 immagini scattate dalla sonda in 4 ore di tempo, ed un lavoro del team a terra di circa 3 mesi, prendendo solo 141 scatti. Sicuramente i migliori! I colori sono totalmente realistici, se ci trovassimo nella stessa posizione della sonda nella stessa situazione, questo è quello che riusciremmo a vedere ad occhio nudo in termini di tonalità.

E il risultato è quello che potete vedere, uno straordinario panorama in altissima risoluzione (si dipana per oltre 650000 Km di lunghezza!) di tutto il sistema di anelli di Saturno, compresi quelli (i più esterni) che sono davvero evanescenti, e che solo in queste occasioni emergono in tutta la loro eterea bellezza.
Ma cosa stiamo guardando di preciso? Questa immagine nasconde molte più cose di quanto non appaia a prima vista, quindi ecco un utile sovraimpressione che ci spiega tutto quello che stiamo osservando.

Qui troverete una versione a maggiori dimensioni, per permettervi di leggere per bene tutte le didascalie. Ed ecco un piccolo ritratto di una parte del nostro Sistema Solare: nella stessa foto infatti, oltre a Saturno, possiamo vedere come piccoli punti luminosi i pianeti Marte e Venere, oltre a numerosi satelliti e stelle di fondo cielo.

Inoltre ci sono anche numerose lune pastore (satelliti all'interno degli anelli, che 'guidano' gravitazionalmente parti degli stessi), e l'evanescente ultimo anello del sistema, l'Anello E, il più esterno, composto dalle particelle rilasciate dai getti di materia provenienti dal polo sud del satellite Encelado. 

Ma soprattutto, ci siamo anche noi! La Terra e la Luna sono rintracciabili e distinguibilissime poco al di sotto del piano degli anelli. Certo, non sono più che semplici punti, rispetto a quel che possiamo osservare del gigante gassoso, ma, citando Carl Sagan "Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.[...]"

G. Petricca

lunedì 11 novembre 2013

Il Sole e la Luna questa settimana

Eccoci ad un nuovo appuntamento con la rubrica che si interessa, come il titolo può suggerire, di indicare gli orari di alba e tramonto del Sole per le principali città italiane. Stesso discorso viene fatto per la Luna, ma con l’unica differenza di riferire gli orari alla latitudine media della nostra nazione. All’occorrenza, saranno segnalate anche le macchie solari di importanza rilevante, con gli accorgimenti per osservarle (ricordate, MAI osservare il sole direttamente con strumenti ottici!) avendo a disposizione anche e solo un piccolo telescopio.

Orari di alba e tramonto del Sole, riferiti al giorno mediano settimanale, Giovedì 14:

Ancona
sorge alle 06:58
tramonta alle 16:42
Aosta
sorge alle 07:24
tramonta alle 17:06
Bari
sorge alle 06:39
tramonta alle 16:35
Bologna
sorge alle 07:08
tramonta alle 16:50
Cagliari
sorge alle 07:05
tramonta alle 17:10
Campobasso
sorge alle 06:44
tramonta alle 16:48
Firenze
sorge alle 07:06
tramonta alle 16:52
Genova
sorge alle 07:17
tramonta alle 17:00
L’Aquila
sorge alle 06:51
tramonta alle 16:50
Milano
sorge alle 07:19
tramonta alle 16:56
Napoli
sorge alle 06:47
tramonta alle 16:48
Palermo
sorge alle 06:46
tramonta alle 16:56
Perugia
sorge alle 06:58
tramonta alle 16:52
Potenza
sorge alle 06:39
tramonta alle 16:43
Reggio Calabria
sorge alle 06:37
tramonta alle 16:47
Roma
sorge alle 06:56
tramonta alle 16:42
Torino
sorge alle 07:23
tramonta alle 17:04
Trento
sorge alle 07:12
tramonta alle 16:48
Trieste
sorge alle 07:01
tramonta alle 16:37
Venezia
sorge alle 07:08
tramonta alle 16:42

Sulla superficie solare, abbastanza attiva nell’ultima settimana, abbiamo una singola regione attiva davvero enorme, delle dimensioni del pianeta Giove: la AR 1890, che sta lentamente ruotando fuori dal campo visivo del nostro pianeta. Per osservarla lo stretto necessario di cui avrete bisogno sarà un piccolo telescopio. Ricordate SEMPRE di non puntare MAI il Sole direttamente con gli occhi! Raccomandato questo, posizionate il telescopio, se riuscite, in modo che l’oculare proietti una immagine su un muro bianco, oppure potete costruire un piccolo schermo di proiezione con un foglio da disegno e una piccola tavola di legno. Una volta centrato il Sole, con un po’ di pazienza visto che NON si può guardare nell’oculare, e messo a fuoco, vedrete chiaramente le macchie stagliarsi sulla superficie del vostro schermo di proiezione.



Per quanto riguarda il nostro satellite naturale invece, abbiamo avuto la fase di Primo Quarto il giorno 10 Novembre, alle 06:54 e avremo la fase di Luna Piena  il 17 Novembre, alle ore 16:16. In questa settimana, passeremo da una illuminazione del 65% circa, ad una del 100% circa. Continuano ad essere, meteo permettendo, serate ottimali per iniziare ad osservare, giorno dopo giorno (con l’aumentare della fase lunare), tutte le caratteristiche che man mano si renderanno visibili sulla superficie del satellite. Sia con binocoli che con telescopi. Sconsigliata l’osservazione del deep sky, dato che la luce Lunare andrà ad eliminare troppi dettagli che renderebbero la visione più interessante.

Orari di alba e tramonto per la Luna, presi giorno per giorno per le medie latitudini Italiane:

Lunedì 11
sorge alle 13:27
tramonta alle 00:12
Martedì 12
sorge alle 13:59
tramonta alle 01:19
Mercoledì 12
sorge alle 14:30
tramonta alle 02:26
Giovedì 14
sorge alle 15:02
tramonta alle 03:31
Venerdì 15
sorge alle 15:36
tramonta alle 04:36
Sabato 16
sorge alle 16:12
tramonta alle 05:39
Domenica 17
sorge alle 16:52
tramonta alle 06:40

(Nota: +1, se indicato, vuol dire che la Luna sorgerà/tramonterà dopo la mezzanotte del giorno successivo)

G. Petricca

domenica 10 novembre 2013

Hubble scopre un'asteroide... cometa

E' stato avvistato per la prima volta, nella Cintura degli Asteroidi (fascia del nostro Sistema Solare compresa tra le orbite di Marte e Giove) un asteroide che presenta la singolare caratteristica di avere ben sei code, simili a quelle che possiede una cometa.

A differenza di tutti gli altri asteroidi conosciuti, che appaiono semplicemente come piccoli punti di luce, questo asteroide, classificato P/2013 P5, ha sicuramente sorpreso gli astronomi.
"Siamo rimasti letteralmente sbalorditi quando l'abbiamo visto" ha detto il ricercatore David Jewitt dell'Università della California. "Ancora più sorprendente, le sue code cambiano da giorno a giorno, come si può apprezzare dalle due immagini prese dal telescopio spaziale Hubble. In soli 13 giorni le differenze sono notevoli, nella quantità di polvere emessa dalla superficie. E 'difficile credere che stiamo guardando ad un classico asteroide."

P/2013 P5 è in uno stato periodico di espulsione di polvere da almeno cinque mesi. Gli astronomi credono che sia possibile che la sua velocità di rotazione sia aumentata in modo talmente elevato al punto che la sua stessa superficie abbia iniziato a distaccarsi. Non credono che le code siano il risultato di un impatto con un altro asteroide presente nella zona, dato che non si è registrato un aumento improvviso della quantità di polvere emessa.

Gli scienziati, utilizzando il telescopio Pan-STARRS nelle Hawaii, hanno annunciato la loro scoperta il 27 Agosto. Nelle prime immagini P/2013 P5 appariva come un oggetto insolito. Una ulteriore indagine approfondita effettuata con Hubble ha rivelato le sei differenti code! Tramite una simulazione con i dati a disposizione, effettuata da parte di Jessica Agarwal del Max Planck Institute, è stato dimostrato che le code si sono formate conseguentemente l'una dopo l'altra. Ma il responsabile generale di tutto potrebbe essere la pressione della radiazione solare, che avrebbe iniziato a far ruotare l'asteroide fino al punto in cui la sua debole gravità non sarebbe più riuscita a 'tenerlo insieme', creando questo spettacolare fenomeno.

Questo studio sta gettando luce sul meccanismo di disgregazione degli asteroidi più piccoli a causa della loro rotazione, come in questo caso. Continuando a seguire da vicino P/2013 P5 si potrebbe arrivare anche a calcolare la velocità limite in relazione alla dimensione e massa stimata dell'asteroide, prima che questo possa rompersi completamente. "In astronomia solitamente, dove si trova un esempio, alla fine se ne trovano un sacco di più" ha concluso Jewitt. "Questo è un oggetto incredibile per noi, e quasi certamente il primo di molti altri a venire."

Articolo Originale: http://www.nasa.gov/press/2013/november/nasas-hubble-sees-asteroid-spouting-six-comet-like-tails/#.Un6ClnA6LCe
G. Petricca

lunedì 4 novembre 2013

ISON: cometa del secolo, o no?

Al giorno attuale, tutti abbiamo sentito più o meno parlare della cometa ISON (C/2012 S1), che promette di assumere un aspetto spettacolare entro i prossimi mesi. Prima però, una piccola introduzione sull'argomento.
La cometa si sta avvicinando pian piano al nostro Sole, dopo la sua scoperta avvenuta poco più di un anno fa, il 21 Settembre 2012, ad opera di Vitali Nevski e Artyom Novichonok, utilizzando uno dei telescopi dell'International Scientific Optical Network (da qui l'acronimo che da il nome alla cometa, ISON) vicino la città di Kislovodsk.


(La cometa poco dopo la sua scoperta. © ISON)

La domanda che tutti ci facciamo però è sicuramente questa: sarà davvero la 'Cometa del Secolo'? Vediamo di capire perchè prima di tutto, potrebbe avere le caratteristiche per esserlo. Partiamo innanzitutto dal tipo di cometa, ovvero una sungrazer: una tipologia che incorpora tutte le comete che passeranno molto vicine alla superficie solare nel momento di massimo avvicinamento alla stella (perielio). Poi arriviamo alle sue dimensioni, con un nucleo stimato in circa 5 Km di diametro, circa la metà delle dimensioni della Cometa di Halley (che è stata osservata l'ultima volta nel 1986). Il fatto che questa è la sua prima (e ultima, dato che la sua orbita la porterà definitivamente oltre i confini del Sistema Solare, dopo il passaggio ravvicinato al Sole) volta nella quale riuscirà ad arrivare fino a noi, e quindi 'porta' con se ancora la totalità del suo materiale cometario.

Questi elementi, insieme ad alcuni altri, fanno ben sperare che la cometa possa diventare la più luminosa degli ultimi 50 anni, e alcune stime iniziali (unite ad una campagna mediatica che ha alzato -erroneamente- di molto i toni) avevano anche fatto presupporre che nel periodo del perielio, sarebbe stata visibile anche di giorno, o come la Luna Piena! Ovviamente si è sempre parlato di possibilità, e mai di certezze, ed infatti, attualmente queste stime sono state riviste, come potete osservare dalla figura sotto.
Questa che state osservando è una curva di luce, ovvero tutte le osservazioni pratiche (rappresentate dai punti rossi) sovrapposte ad una linea nera che rappresenta la luminosità teorica media che la cometa avrebbe dovuto assumere nel corso dei mesi. E come appare chiaro, durante i mesi di Settembre ed Ottobre la sua luminosità è rimasta al di sotto del previsto, recuperando solamente negli ultimi giorni.

Questo vuol dire che tutto l'evento sarà un flop?
No, non è ancora detto. Certo, ormai su questa cometa è stato detto tutto ed il contrario di tutto, quindi cercherò di trattare il discorso nella maniera più chiara e semplice possibile. Iniziando con una citazione di un astronomo famoso: "Le comete hanno la coda come i gatti, e tale è il loro comportamento." Questo sta a significare che, come i nostri amici felini, anche le comete sanno essere volubili (per le nostre conoscenze al riguardo) ed avere manifestazioni inaspettate, in positivo o in negativo.

Al momento attuale, la ISON ha superato l'orbita di Marte, nella sua corsa verso il Sole che avrà il culmine il giorno 28 Novembre, quando sarà al perielio. E quando sarà al picco massimo della sua luminosità, come potete vedere dalla curva postata sopra. Qui avremo il primo problema, punto chiave di tutto: il nucleo della cometa sopravviverà al passaggio ravvicinato con la stella? Perchè il rischio è quello della frantumazione, causata dalle immense forze gravitazionali e dal calore del Sole. In questo caso, si aprono due possibilità: la distruzione del nucleo sarà spettacolare e quindi osservabile, oppure causerà prematuramente la sua scomparsa? E soprattutto, il suo aumento di luminosità sarà tale da permettere una chiara visione ad occhio nudo nel cielo notturno dell'astro, mentre si allontana dal Sole?

Potrà sembrare un po' un gioco finito male a questo punto, ma la risposta è: Non si sa! E non è una presa in giro, è raccontare i fatti per come sono! Se le cose dovessero andare come da manuale, allora si, avremmo sicuramente uno spettacolo da ricordare. Ma ci sono, come elencato, molti fattori che potrebbero precludere questo show planetario, e quindi far finire tutto prima del previsto.
In questo caso, l'astronomia è come la meteorologia. Bisogna procedere passo passo, uno step alla volta, analizzando tutti i dati a disposizione, per tentare di offrire una previsione il più accurata possibile. Ecco perchè nel corso del mese, con l'avvicinamento della cometa al perielio, avremo altri articoli di aggiornamento sulle sue condizioni, e su quel che potremo aspettarci di vedere. Sperando in bene! Concludo questo pezzo con una stupenda immagine della ISON (sinistra), vicina a Marte (centro) e a Regolo (nel Leone, destra), catturata circa tre settimane fa.



G. Petricca