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mercoledì 1 marzo 2017

I Pianeti del Mese - Marzo 2017

In questa rubrica ci occuperemo della visibilità dei pianeti del nostro Sistema Solare durante il mese in corso. Il commento per ognuno di loro è fornito dall'Unione Astrofili Italiani/Commissione Divulgazione.


Mercurio: per il pianeta si prospetta un mese a due facce. Nella prima metà di marzo sarà inosservabile, considerato che il giorno 7 si verifica la congiunzione con il Sole. Ma nell’arco di pochi giorni la situazione muta decisamente: Mercurio, che aveva lasciato il cielo del mattino, ricompare alla sera e risale repentinamente nel cielo occidentale, dove si appresta a trascorrere il periodo di migliore osservabilità serale per il 2017. A fine mese Mercurio tramonta circa 1 ora e 40 minuti dopo il Sole.


Venere: in questo mese di marzo giunge a termine il lungo periodo di osservabilità serale del luminosissimo pianeta. Nei primi giorni del mese tramonta ancora oltre 2 ore e mezza dopo il Sole. La situazione muta drasticamente in pochi giorni: Venere “precipita” letteralmente sull’orizzonte occidentale. Il 19 marzo lo si può osservare praticamente alla stessa altezza sull’orizzonte di Mercurio. In seguito Venere si avvicina ulteriormente al Sole, fino alla congiunzione, che si verifica il giorno 25. Altrettanto rapidamente il pianeta di eleva sull’orizzonte orientale e a fine mese è già possibile scorgerlo molto basso ad Est poco prima del sorgere del Sole. Venere rimane per tutto il mese nella costellazione dei Pesci.


Marte: nel corso del mese le condizioni di osservabilità di Marte rimangono quasi costanti. Si può notare una diminuzione dell’altezza sull’orizzonte: all’inizio di marzo al calare dell’oscurità il pianeta si trova a circa 30° sull’orizzonte occidentale, mentre a fine mese lo troviamo a circa 20°. E’ quindi possibile osservalo solo all’inizio della sera, basso sull’orizzonte occidentale. Il pianeta rosso lascia la costellazione dei Pesci l’8 marzo 13, quando fa il suo ingresso nell’Ariete.


Giove: mentre Venere scompare momentaneamente dalla volta celeste, Giove si accinge a diventare il protagonista assoluto delle osservazioni planetarie per i prossimi mesi. In vista dell’opposizione, attesa per il mese di aprile, il pianeta gigante anticipa sempre più il suo sorgere fino a diventare osservabile per quasi tutta la notte. Nel corso delle prime ore della notte lo vediamo sorgere quasi esattamente ad Est. Il pianeta si alza in cielo e dopo la mezzanotte culmina a Sud. Giove si muove con moto retrogrado nella costellazione della Vergine, dove lo vediamo allontanarsi lentamente dalla stella Spica.


Saturno: lo si può osservare a Sud-Est nelle ultime ore della notte. Continua ad anticipare il suo sorgere e lo possiamo osservare sempre più alto in cielo al mattino presto. A fine mese culmina a Sud appena prima del sorgere del Sole. Saturno è entrato da poco nella costellazione del Sagittario, dove possiamo individuarlo vicino al confine con l’Ofiuco.


Urano: il pianeta si trova basso sull’orizzonte occidentale, dove lo si può cercare tra Marte e Venere. Negli ultimi giorni del mese si trova nei pressi di Mercurio, con cui è in congiunzione il giorno 27. Data la bassa luminosità sarà sempre più difficile da individuare, troppo basso in cielo e ormai sovrastato dalla luce del crepuscolo serale. La luminosità di Urano è comunque sempre al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo individuare è necessario l’uso di un telescopio. Alla fine del mese, con l’approssimarsi della congiunzione con il Sole, Urano diventa praticamente inosservabile. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dai Pesci.017.


Nettuno: il pianeta si trova in congiunzione con il Sole il 2 marzo. Nettuno è pertanto inosservabile per tutto il mese. A fine mese sorge ad Est, quasi in contemporanea con Venere, ma data la sua bassa luminosità, è di fatto impossibile individuarlo tra le luci dell’alba. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere molto a lungo, fino all’anno 2022.


Plutone: Plutone è osservabile a Sud – Est poco prima dell’alba. Pur rimanendo sempre piuttosto basso sull’orizzonte, le condizioni di osservabilità di Plutone migliorano gradualmente, rendendo possibile la sua individuazione a Sud-Sud-Est poco prima del sorgere del Sole. Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà nei prossimi anni, fino al 2023. A causa della sua luminosità estremamente bassa è indispensabile utilizzare un telescopio di adeguata potenza per riuscire ad osservarlo.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

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